Pestato dal «branco» alla fermata del bus

Lo studente è stato pestato da tre minorenni alla fermata del bus
Lo studente è stato pestato da tre minorenni alla fermata del bus
Alessandro Gatta 17.11.2018

Lo hanno aggredito e picchiato alla fermata dell’autobus, senza un motivo apparente e sotto gli occhi attoniti di decine di studenti: l’ennesima vittima del «branco» è un ragazzo ancora minorenne che frequenta l’istituto professionale Scar di via Bellotti, ai Tormini di Roè Volciano, che ieri è stato costretto a passare la mattinata al pronto soccorso invece che tra i banchi di scuola, per effetto delle botte ricevute. NIENTE di rotto, per fortuna: ma lividi ed ematomi tali da convincere la dirigente scolastica, Erminia Bonfanti, a insistere affinché il ragazzo fosse visitato in ospedale. Un episodio che ha scosso (e parecchio) la comunità scolastica e non solo: la madre del giovane ha denunciato l’accaduto su Facebook, sulla pagina di «Sei di Salò se», raccogliendo centinaia di commenti e condivisioni. E su quanto sarebbe effettivamente successo, dopo la denuncia presentata dai familiari, stanno già indagando i carabinieri. Tutto è successo ieri mattina proprio alla fermata dei Tormini, crocevia di centinaia di studenti che ogni giorno vanno e vengono dal Garda e dalla Valsabbia: gli aggressori erano in tre, anche loro minorenni, sarebbero entrati in azione poco prima delle 8 prendendosela con la vittima (che in quel momento era da sola) prima a parole e poi con le mani, fino alla brutale aggressione avvenuta a quanto pare per futili motivi; per una discussione banale. «Mio figlio questa mattina non ce l’ha fatta ad arrivare a scuola - ha scritto la madre su Facebook - perché è stato picchiato senza motivo alla fermata del pullman da tre ragazzi della scuola di Villanuova. Ora è in ospedale per i traumi riportati, ma fortunatamente è fuori pericolo». Non è andato subito in ospedale, ma nemmeno a scuola: segnato nel volto e sul corpo, e forse anche nell’animo, ha deciso di tornare a casa mentre i genitori erano entrambi al lavoro. A muoversi per prima è stata proprio la dirigente scolastica Erminia Bonfanti, avvisata telefonicamente da un suo collaboratore, che a scuola ha raccolto le voci di chi aveva assistito alla scena. «Ho contattato la madre, che però non era in paese - racconta Bonfanti - e allora ho fatto in modo di organizzare un incontro con il ragazzo e suo padre. Non appena li ho visti li ho invitati ad andare subito al pronto soccorso e poi a fare denuncia». Non è la prima volta che succede: «Abbiamo segnalato il problema più volte, anche alle forze dell’ordine - continua la dirigente -. Questi sono episodi che andrebbero monitorati, segno di un evidente disagio giovanile. Quella zona è critica da sempre e spero vengano presto presi provvedimenti, perché episodi simili non devono più succedere. Gli studenti devono avere il diritto di andare a scuola in tranquillità. Una vicenda incresciosa, triste e preoccupante: spetta a noi dare aiuto e supporto ai ragazzi, che non devono perdere fiducia nel futuro, ma tutta la comunità deve muoversi, ognuno con il proprio ruolo». •