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La «chiazza» di acqua e fango dell’Adige vista da Tremosine: si sta allargando alla sponda bresciana
La «chiazza» di acqua e fango dell’Adige vista da Tremosine: si sta allargando alla sponda bresciana
Alessandro Gatta 07.11.2018

Il fronte del Chiese prepara le barricate contro il progetto del nuovo depuratore del Garda, per la prima volta lunedì sera definito «deturpatore»: c’erano quasi 400 persone nella sala del teatro di Muscoline per l’assemblea pubblica convocata dal primo cittadino Davide Comaglio, il promotore del «fronte» dei sindaci che ad oggi coinvolge già una dozzina di Comuni, fino a Montichiari e oltre, che contestano l’ipotesi ormai conclamata di scaricare i reflui (depurati) nel fiume, realizzando due nuovi impianti a Gavardo (o a Muscoline) e a Montichiari, in grado di «lavorare» per circa 240mila abitanti equivalenti.

MISSIONE compiuta, per ora: non che ci fosse bisogno di ulteriori conferme, viste le uscite delle ultime settimane, ma anche lunedì sera dall’assemblea si sono levate solo voci contrarie, di cittadini e comitati - dal neonato Tavolo del Chiese al comitato Gaia, e poi il Gruppo sentieri di Muscoline, la Commissione agricoltura, l’opposizione in consiglio comunale - e soprattutto dei Comuni, con la presa di posizione pubblica del sindaco di Calvagese Simonetta Gabana, del vicesindaco di Montichiari Maria Chiara Soldini e di quello di Bedizzole Flavio Piardi, del presidente della Comunità Montana di Vallesabbia Giovanmaria Flocchini, e poi a distanza dei sindaci di Calcinato e Carpenedolo, Prevalle e Villanuova e altri ancora, pure del Commissario straordinario di Gavardo Anna Pavone. «A parte che nessuno a noi ce l’ha ancora detto, e nessuno tanto meno ha convocato l’assemblea dell’Ato che avevamo richiesto e che già ci era stata confermata - ha detto Comaglio - ma ad oggi non sappiamo ancora quale sarà il nostro destino, e comunque ribadiamo che sia Gavardo o Muscoline non cambia nulla, è solo un confine, non siamo qui per opporci alla depurazione ma per il modo in cui è stata presentata, calata dall’alto e con un progetto insostenibile, un’opera faraonica da 26mila metri quadrati, come 4 campi da calcio, che dovrà attraversare le colline con tubi di 30 metri, con un dislivello di 200 metri in salita». L’opzione più accreditata prevede appunto un primo depuratore a Gavardo o Muscoline, per i Comuni dell’Alto Garda a scendere fino a San Felice, e un secondo a Montichiari, che prenda invece i Comuni della Valtenesi e del basso lago. «L’unica ipotesi che siamo disposti ad accettare - ha detto ancora Comaglio - è quella di sistemare le condotte sublacuali e di potenziare il depuratore già esistente a Peschiera, che non ha mai dato problemi a nessuno, sfruttando gli oltre 150mila mq di aree militari dismesse». E per l’argine dei Comuni e delle istituzioni è soltanto l’inizio: il prossimo passo sarà contattare direttamente il Ministero. Poi varie iniziative a Muscoline: sabato pomeriggio un’altra assemblea nella sala civica, con il Comitato referendario Acqua pubblica, un altro incontro il 20 novembre organizzato dal Tavolo delle associazioni del Chiese, una manifestazione domenica 25 novembre chiamata «Sentieri da dissentire» che attraverserà le colline fino a raggiungere i luoghi previsti per i nuovi impianti, tra Longavina e Rampeniga. E sul tema è stata già scritta una canzone, «Nessuno ce lo Chiese»: «Manco fosse il progetto di una base nucleare, non avete il fegato di parlare di una fogna», recita il testo scritto da Luca Rassu.