Sorpresa al triathlon più cattivo
«Idroman» parla abruzzese

L’inizio sotto la pioggia dell’«Idroman» edizione 2017A Crone il cambio tra muta e bicicletta
L’inizio sotto la pioggia dell’«Idroman» edizione 2017A Crone il cambio tra muta e bicicletta (BATCH)
Mila Rovatti 26.06.2017

È un triatleta abruzzese di 24 anni il «Sopravvissuto all’inferno» incoronato ieri sullo sfondo di Idro: in 5 ore e 8 minuti Pietro Felice Di Silvio ha concluso una delle più temute sfide internazionali di triathlon, l’«Idroman - Alive in hell». Di Silvio era alla sua prima esperienza in Valsabbia: «Bellissimo, ma davvero dura!», ha commentato al traguardo. E se lo dice un esordiente che ha sbaragliato i favoriti bisogna credergli.

Lo spettacolo è iniziato ieri mattina alle 8 sotto una pioggia battente che finalmente ha portato un po’ di refrigerio e una scorta d’acqua al lago: nonostante il maltempo, i 450 atleti iscritti si sono comunque presentati sulla spiaggia di Crone facendo registrare un aumento di presenze del 14% rispetto all’anno scorso.

Per questioni di sicurezza il tuffo in acqua è stato posticipato di mezz’ora, ma niente ha fermato gli atleti d’acciaio. Dopo qualche centinaio di metri in acqua qualche defezione c’è stata, ma tutto nella norma. Come sempre le gare sono state due in una: Medio/K113 (due chilometri di nuoto più 90 ciclismo e 21 di corsa) e Olimpico (un chilometro e mezzo di nuoto più 40 in bici e 10 a piedi), e a preoccupare maggiormente i partecipanti a causa della pioggia è stata la frazione ciclistica, che li ha visti cimentarsi su un anello di 40 chilometri attraverso i territori di Idro, Capovalle e Valvestino e ritorno a Crone, dove gli iscritti all’Olimpico hanno terminato la fatica, e quelli del K113 hanno affrontato un secondo giro con variante fino a Magasa, e una pendenza del 15%.

SULLE lunghe discese qualche scivolone c’è stato, ma complessivamente tutto si è svolto quasi tranquillamente, e poi è tornato il Sole.

Detto del dominatore del triathlon più massacrante, nella categoria Olimpico il migliore è stato Michele Bonacina (Propatria Milano), che ha concluso il percorso in due ore e 22 minuti.

E le donne? Questa edizione dell’Idroman ha registrato la più elevata presenza femminile, con 68 iscritte al via partenza. Per la lunga distanza è salita sul gradino più alto Michela Menegon della società «Val di Merse triathlon» (6 ore e 23 secondi). La migliore nell’Olimpico è stata la svizzera Nina Derron del team «Tri team Zugerland» (2 ore e 38 minuti).

 

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