Oro blu dall’Eridio
La terza galleria
fa soltanto acqua

Gli investimenti milionari previsti il lago d’Idro subiscono uno stop che rischia di allungare i tempi di realizzazione e di gonfiare i costi
Gli investimenti milionari previsti il lago d’Idro subiscono uno stop che rischia di allungare i tempi di realizzazione e di gonfiare i costi
Mila Rovatti 29.06.2018

Prima ancora di nascere la terza galleria per lo svaso del lago d’Idro fa già acqua. Colpa di sviste progettuali che non fanno fare una bella figura alla Regione che l’ha voluta e che preoccupano gli oppositori: le associazioni di tutela del territorio e tanti residenti. Anche perché, con una dinamica tutta italiana, la storia della ciambella non riuscita è emersa casualmente, e non per una ammissione dei curatori. Iniziamo col dire che c’è la necessità di rifare il progetto, che i tempi si allungano e che è escluso che i lavori possano iniziare entro quest’anno. Anzi: le previsioni più pessimistiche per la Lombardia, che invece fanno tirare un sospiro di sollievo a chi sull’Eridio ci vive, prospettano uno slittamento di altri tre anni. INCREDIBILMENTE, la scoperta è avvenuta durante una riunione in Prefettura che si doveva occupare di altro: convocata il 31 maggio scorso alla presenza di tutti i sindaci dei Comuni che si affacciano sul Chiese, doveva analizzare il più ampio Piano di protezione civile per il lago d’Idro e il Chiese, e naturalmente è stato necessario fare un aggiornamento sulle nuove opere di regolazione: nuova galleria e nuova traversa. In quella occasione i sindaci presenti hanno scoperto che qualche settimana prima il capo di gabinetto Giovanna Longhi aveva ascoltato tutti gli enti preposti alla realizzazione di un mega progetto da circa 50 milioni di euro che, come la Regione ha sempre affermato smentita sistematicamente dalla gente del lago, dovrebbe servire: alla messa in sicurezza del bacino. Il fronte opposto, l’amministrazione comunale di Idro e i comitati ambientalisti, hanno sempre parlato di «un gigantesco spreco di denaro pubblico al servizio di interessi privati». Milano, nonostante in sede di conferenza dei servizi il Comune di Idro avesse apertamente manifestato il suo «no», è andata avanti e alla fine del 2015 la spa Itinera si è aggiudicata, dopo una gara pubblica, l’appalto per la realizzazione delle nuove opere. A quel punto il ministero delle Infrastrutture ha chiesto che venisse realizzato un modello fisico costruito per supportare la progettazione delle opere. Un lavoro unico nel suo genere realizzato dal Politecnico di Milano. A quel punto sono iniziate le «perdite», perché una ricostruzione in scala 1:30 lunga circa 40 metri ha permesso di effettuare prove e simulazioni sul progetto milionario che al Pirellone speravano di iniziare a realizzare già alla fine di questa estate, e i test effettuati, come era già emerso durante un incontro pubblico, hanno dimostrato molte lacune progettuali. La più grave riguarda l’insufficienza della portata della nuova galleria. Tutto da rifare dunque. L’impresa vincitrice dovrà rivedere il progetto, stando però attenta a non superare l’aumento del 20% dei costi, pena la risoluzione del contratto, che significherebbe un altro appalto e uno slittamento di altri 5 anni. •