Maturità, alla
prova d’esame
su un go kart

Lorenzo Di Lernia col suo go kart davanti ai commissari d’esame
Lorenzo Di Lernia col suo go kart davanti ai commissari d’esame
Massimo Pasinetti 03.07.2018

I maturandi impegnati negli esami di Stato nel «Perlasca» di Idro sono arrivati in diversi modi all’appuntamento, accompagnati dai genitori o magari in scooter. Nessuno però ha avuto una trovata geniale come quella di Lorenzo Di Lernia, che si è presentato la mattina degli esami al volante di un originalissimo go kart fuoristrada costruito con le sue mani. PER QUESTO maturando 19enne (che nel frattempo si è diplomato) proveniente dal Liceo scientifico non si è trattato di un’entrata in scena per stupire: quel veicolo autocostruito rappresentava infatti la sua tesina d’esame. L’ha progettato e assembleato da solo nel tempo, recuperando la parte motoristica da vecchie falciatrici e automobili da demolire, e l’ha portato a scuola per mostrare alla commissione esaminatrice che la sua scelta universitaria, Ingegneria meccanica, ha solide basi. È successo in occasione dell’esame orale della maturità scientifica, in occasione del quale ha affrontato questioni teoriche bene argomentate ma presentato pure il suoi gioiello: una grande ed efficace dimostrazione di concretezza che gli è valsa l’apprezzamento dei commissari d’esame. Uno, l’insegnante di Scienze, ha anche verificato il valore del veicolo facendoci un breve giro di prova. Inutile dire che l’esame è andato bene. Lorenzo, padre di lontana origine meridionale e madre bassaiola di Pontevico, entrami estranei alla passione del figlio, è soddisfatto, anche se il voto definitivo non lo conoscerà fino a quando la commissione, a fine percorso, non pubblicherà i risultati. Nell’attesa racconta cosa lo ha spinto a presentarsi alla maturità con questo esmepio di artigianato motoristico. «La mia passione per la meccanica l’ho scoperta quando avevo 5 anni iniziando a costruire i caratì (i mezzi senza motori coi quali ancora oggi si fanno spericolate gare di velocità in discesa) e a recuperare motori in discarica. Per un po’ d’anni ho continuato a divertirmi montando e smontando; poi, arrivato alla seconda media ho costruito una bicicletta motorizzata utilizzando il vecchio propulsore di una motosega. È lì che ho avuto piena coscienza di quello che volevo diventare: uno che progetta e costruisce autoveicoli». La costruzione del go kart l’aveva avviata a 12 anni, «ma avendo poco tempo da dedicargli l’ho un po’ trascurato. Fino a quest’anno, quando per la tesina ho pensato di fare qualcosa di diverso. Quindi ho sistemato gli ultimi particolari e l’ho verniciato». Finito l’esame è tornato a casa al volante, ma seguendo le regole: dato che non può stare su una strada asfaltata ha percorso prati e mulattiere. E adesso? «Frequenterò Ingegneria meccanica per i primi 3 anni, e nei 2 successivi mi specializzerò nel settore autoveicoli». •