Dieci anni fa ci fu la svolta pro Milano

M.ROV. 29.06.2018

Lo avevano ridotto a un serbatoio per l’energia idroelettrica e l’agricoltura già nel lontano 1917. Poi è arrivata l’era della sperimentazione che lo ha riportato a una condizione ottimale, fermando i paurosi saliscendi estivi. Fino al 2008, quando i Comuni che si affacciano sul lago d’Idro, forse dimentichi delle sofferenze imposte al territorio da interessi altrui, hanno firmato un accordo di programma che in cambio di 10 milioni e 250 mila euro da spartirsi per progetti sul territorio consente alla Regione di realizzare una nuova galleria di circa 1.300 metri sulla sponda orografica sinistra con imbocco a Idro e sbocco a Lavenone. Più una nuova traversa e la sistemazione dell’alveo. LA NUOVA traversa è di tipo mobile, dotata di due paratoie principali a settore e di uno sbarramento minore piano, con due luci principali e una minore per il rilascio del deflusso minimo vitale. In corrispondenza della luce minore, a valle della traversa, dovrebbe essere realizzata una «savanella» dimensionata per consentire il passaggio di una portata di 5,02 metri cubi al secondo, mantenendo il livello di lago pari alla minima regolazione.