Giallo al cimitero: il morto non c’è più

Il cimitero di San Zenone teatro della curiosa vicenda
Il cimitero di San Zenone teatro della curiosa vicenda (BATCH)
Alessandro Gatta 11.03.2018

Premessa: non è la trama intricata di una black-comedy britannica, ma un fatto di cronaca realmente accaduto. Prevalle, cimitero di San Zenone: una famiglia in visita al caro estinto si avvicina al loculo dove riposa, appunto, il caro estinto. Amara sorpresa, e forse anche un po’ di spavento: il defunto non c’è più, non si trova. Subito svelato il mistero, senza risvolti alla The Walking Dead: la salma era stata esumata un paio di settimane prima, ma la famiglia non ne era al corrente. L’EPISODIO in realtà è datato, risale al 2 novembre scorso, ma è stato oggetto di (accesa) discussione nel corso dell’ultimo consiglio comunale, su sollecitazione della minoranza di Nuovo Progetto Prevalle. «Possiamo definirlo un piccolo incidente - ha detto il consigliere Paolo Catterina - ma sta di fatto che i congiunti non hanno più trovato la salma. Non sono stati avvisati in tempo, non sono stati rispettati i termini dei 90 giorni». Così infatti è la prassi: gli avvisi delle esumazioni e delle estumulazioni, insomma gli elenchi con i nomi e i cognomi dei defunti che verranno «trasferiti», devono essere comunicati almeno tre mesi prima. «I morti sono stati esumati tra il 17 e il 19 ottobre - ha risposto il sindaco Amilcare Ziglioli - ed è vero che c’è stato un inconveniente, perché gli uffici i nomi non li hanno pubblicati in tempo. Gli avvisi sono stati messi ad agosto, ed è altrettanto vero dunque che non sono passati i 90 giorni. Ma proprio per ovviare al fatto abbiamo conservato i resti mortali dei congiunti, nella sala mortuaria. E tra tutti quelli che abbiamo esumato c’è stata una sola contestazione, una famiglia di Bedizzole che non ha più trovato la tomba. Ma questo vuole anche dire che almeno da agosto non erano più venuti al cimitero. Comunque li ho incontrati, ci siamo scusati, ho spiegato il disguido. Ci hanno chiesto allora che fosse il Comune a pagare la successiva inumazione, ma il regolamento è chiaro: i costi dell’inumazione sono a carico dei parenti». LA VERSIONE di Ziglioli non ha però convinto la minoranza. «Il sindaco la racconta in un modo, la famiglia in un altro - ha detto ancora Catterina - a noi è stato riferito addirittura che non si trovavano nemmeno più i resti che dovevano essere conservati. Di certo la vicenda non è stata affrontata con cura, con il dovuto rispetto. E mi chiedo infine come mai, visto che al cimitero ci vanno tutti il 2 novembre, non si sia aspettato qualche giorno per le esumazioni». Il botta e risposta per il momento si chiude qui. Con un pensiero conclusivo del primo cittadino. «Siamo al lavoro per una riqualificazione generale del cimitero - ha concluso il sindaco Ziglioli - e dunque era necessario procedere con le esumazioni. E il progetto prosegue: con la ristrutturazione troveranno posto nuovi loculi e nuove cellette ossario». • © RIPRODUZIONE RISERVATA