Gavardo, altri
quattro gettano
la spugna

Paralisi quasi totale per il Comune di Gavardo
Paralisi quasi totale per il Comune di Gavardo
Alessandro Gatta 10.07.2018

C’è un altro colpo di scena nella complicata scena politica di Gavardo. È arrivato a poco più di una settimana dalle dimissioni presentate dal sindaco Emanuele Vezzola, sospeso dall’incarico da oltre 18 mesi, che se non saranno ritirate entro il 19 luglio porteranno il Comune al commissariamento. Un passaggio molto probabile, e questo per via di nuove dimissioni. A sorpresa, ieri ben quattro componenti della maggioranza hanno deciso di lasciare. Tra loro i consiglieri Fulvio Zambelli e Daniela Zucchini, l’assessore alla Pubblica istruzione Francesca Orlini e quello ai Servizi sociali in Comunità montana Maria Josè Mora. Una ecatombe per la maggioranza guidata dal vicesindaco Sergio Bertoloni, che ora sta in piedi per un solo voto, sei a cinque. Va infatti ricordato che anche la consigliera Anna Papotti si è dimessa venerdì, e i bene informati annunciano un altro ritiro, forse entro il fine settimana. Se andasse così, la «partita» con la minoranza finirebbe cinque a cinque, ma c’è la possibilità di eventuali surroghe (ci sono ancora tre non eletti), che però viene smentita da Bertoloni, il quale nega la convocazione di alcun consiglio comunale fino alla scadenza dei 20 giorni per l’eventuale ritiro delle dimissioni di Vezzola.

«SIAMO del tutto indifferenti - commenta Bertoloni riferendosi ai quattro in uscita - perché se il sindaco non ritira le dimissioni andiamo comunque tutti a casa. Quindi non capisco il motivo di questa sceneggiata, che serve solo a farci fare la figura dei buffoni. Senza spiegare nulla, hanno scritto mi dimetto punto e basta. Allora le interpretiamo: forse per solidarietà a Vezzola, forse per dare contro a me che non ho portato in consiglio il Piano integrato della casa di riposo. Ma possono stare tranquilli: lo rifarei in qualsiasi momento». È il tempo dell’attesa: «Sono sicuro che il sindaco le dimissioni non le ritirerà, e quindi il 20 luglio andremo tutti a casa. Il segretario chiamerà in Prefettura e comunicherà quanto dovuto: il commissario poi arriverà subito. E devo dire che a me va bene così. Con la mia coscienza sono a posto, avrò più tempo da dedicare a me e agli altri e coglierò l’occasione per ritirarmi a meditare nell’eremo di Botticino».