Presena,
un cappotto per
il ghiacciaio a rischio

Una immagine da brividi: il ghiacciao del Presena morente
Una immagine da brividi: il ghiacciao del Presena morente (BATCH)
Lino Febbrari 04.08.2017

Se non ci fossero stati i teli geotessili a proteggere i circa centocinquantamila metri quadrati rimasti, questa torrida estate probabilmente passerebbe alla storia come l’ultima del ghiacciaio del Presena. Le già critiche condizioni della (scarsa) massa nevosa presente nella conca a cavallo tra Lombardia e Trentino sono infatti nettamente peggiorate nell’ultima settimana: le temperature africane hanno colpito duro anche a 3000 metri e in superficie i ruscelli scorrono numerosi scavando profondi crepacci nel ghiaccio che, nei punti più esposti, si scioglie letteralmente a vista d’occhio.

«PURTROPPO stiamo pagando a caro prezzo le mancate nevicate degli ultimi due inverni - commenta Giacinto Delpero, presidente della Carosello-Tonale, società impiantistica che gestisce le due cabinovie che ogni giorno trasportano centinaia di persone fin sulla splendida balconata che si affaccia sulle Lobbie, il Mandrone e il Pian di Nene -. Il manto ghiacciato è calato parecchio e per fortuna che da qualche anno con le coperture almeno una grande fetta del demanio sciabile riusciamo a metterla al riparo dei raggi del Sole. Senza la protezione, oggi sicuramente del ghiacciaio ci sarebbe solo il ricordo».

Fa davvero male al cuore vedere uno spettacolo del genere, soprattutto a quanti si ricordano come era esteso solo 10 anni fa...«Tra zero termico che si alza sempre di più e le minime che anche di notte sono abbondantemente sopra lo zero, la situazione peggiora di ora in ora», sostiene sconsolato l’imprenditore. A questo punto la speranza è che passata la canicola il meteo possa dare una mano a reintegrare parzialmente il ghiaccio fuso in modo sproporzionato da questa pazza estate.

«Ci auguriamo che sia un autunno di quelli di una volta, con piogge abbondanti sul fondovalle e copiose nevicate a queste quote - dice Delpero -. Solo così il ghiacciaio avrebbe qualche possibilità di riprendersi». Se da un lato il caldo crea grande preoccupazione per la sorte della grande risorsa idrica congelata, dall’altro fa lievitare di molto le presenze turistiche. «Ci consoliamo almeno con i numeri registrati nell’ultimo periodo dagli impianti di risalita - conferma l’impiantista -: un 20% in più di passaggi rispetto alla scorsa stagione estiva. Lo dobbiamo al bel tempo e alte temperature che costringono quanti possono a scappare dalle città in montagna per trovare un poco di refrigerio».

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