Percorsi nella guerra:
la mostra è un successo

L’ex asilo di Pontedilegno che ha ospitato la mostra
L’ex asilo di Pontedilegno che ha ospitato la mostra
22.10.2017

Quasi cinquemila visitatori tra residenti, persone arrivate appositamente da tutta la Valcamonica e turisti che soggiornavano nella località o nella trentina Val di Sole: è il lusinghiero bilancio della mostra allestita negli spazi rinnivati dell’ex asilo «Regina Elena», a Ponte di Legno, a fianco dell’immobile che tra pochi mesi diventerà la nuova sede municipale, e dedicata al centenario della distruzione del paese (il 27 settembre 1917) causata dai bombardamenti austroungarici.

L’ESPOSIZIONE di rari documenti storici, immagini d’epoca e molti articoli di giornali provenienti da archivi pubblici e collezioni private è stata frutto della passione e dell’impegno di Edoardo Nonelli. «Gran parte del materiale faceva parte della mostra del settantesimo che avevo seguito per conto dell’allora sindaco Giuliana Trigari - ricorda il curatore -. Ma devo un grazie anche a tanti amici che per l’occasione ci hanno prestato alcuni cimeli».

Molte le curiosità che hanno suscitato l’interesse dei visitatori. Fra queste la planimetria che ricorda come all’inizio del ’900 la località dell’alta valle fosse servita da una filovia elettrica che partiva da Edolo. «Un sistema di trasporto veramente interessante - commenta Nonelli - che poteva contare su una centralina idroelettrica della quale esistono tracce ancora oggi». Tutto il materiale della mostra del centenario è conservato su supporto digitale, e potrà essere riutilizzato in qualsiasi momento. Per esempio, alcune immagini Nonelli le ha già impiegate per il calendario donato a gennaio dall’amministrazione comunale a tutti i residenti.

Per il prossimo anno sono in avanzata fase di preparazione altre esposizioni. «In particolare stiamo lavorando a quella che potrebbe vedere la luce in estate a Cevo - anticipa l’artista -, dove ai primi di luglio si ricorda l’incendio dell’abitato, avvenuto però durante la Seconda guerra mondiale e per mano dei fascisti». L.FEBB.

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