Alla scoperta dei tre laghetti d’Albiolo
passando per l’alta Val di Montozzo

La prospettiva sui tre laghetti
La prospettiva sui tre laghetti (BATCH)
27.07.2017

I laghetti d'Albiolo. Tre specchi d'acqua poco conosciuti versante settentrionale del Torrione d'Albiolo (indicato come punta d'Albiolo sulle carte Igm e detto anche Torrione degli Austriaci).

I tre laghetti sono riportati sulla carte ma non sono nominati: sono stati così battezzati nel volume «I trecento laghi del Trentino» di Gino Tomasi. Non sono visibili dai sentieri che si incrociano nella zona; per vederli bisogna andarci apposta o ammirarli dalla vetta del Torrione d'Albiolo. Raggiungere la conca che li ospita è una abbastanza facile gita; necessario un buon senso dell'orientamento in quanto dal Forcellino di Montozzo in poi non ci sono segnalazioni.

Da Ponte di Legno si raggiungono le case di Viso e si sale sino al parcheggio poco sopra di esse. Lasciata l'auto, lungo la strada sterrata (con alcune scorciatoie) si raggiunge il Rifugio Bozzi adagiato su un panoramico poggio. Si continua su una larga mulattiera e si arriva al Forcellino di Montozzo, confine tra i territori bresciano e trentino. Qui lasciamo a destra il «Sentiero degli Alpini» e scendiamo per un breve tratto nell'alta Val di Montozzo dove lasciamo quasi subito il sentiero segnalato che scende al Lago di Pian Palù per deviare a destra su una traccia non segnalata. Sopra di noi le rocce rossastre dei contrafforti del Torrione d'Albiolo.

Mantenendosi in quota si raggiunge il minuscolo specchio del laghetto d'Albiolo Minore. Si torna sui nostri passi per poi prendere un pendio detritico (ometti) che sale al Laghetto Inferiore d'Albiolo che, nei periodi di scarse precipitazioni si divide in tre specchi d'acqua distinti. Poco sopra alcune rocce montonate e un pendio detritico: senza percorso obbligato si sale per pochi minuti e si arriva al Laghetto d'Albiolo Superiore, il più grosso (9.700 metri quadrati) e il più profondo (8 metri) di questa costellazione di laghi alpini. È stato il ritiro e la scomparsa del ghiacciaio che nella metà del XIX secolo e sino circa al 1920 occupava questa selvaggia conca a regalarci lo spettacolo di questi laghetti, attorno ai quali non è per nulla raro l'incontro con agili stambecchi e camosci.

Si torna per il medesimo percorso di salita oppure per l'itinerario, riservato ad alpinisti esperti, che sale sulla vetta del Torrione d'Albiolo e che descriveremo la prossima settimana.

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