Adamello di pace
contro le parole
di guerra

La  distesa di penne nere che ha partecipato con passione all’epilogo  del Pellegrinaggio in Adamello II sacrario del Tonale è   stato teatro dell’omaggio ai caduti L’«orgoglio» del  medagliere Emilio Del Bono e Pier Luigi Mottinelli hanno assistito alla sfilata Tra le autorità militari i vertici delle Truppe alpine e dell’Ana nazionale La parata ha idealmente unito il territorio di Trento alla Valcamonica
La distesa di penne nere che ha partecipato con passione all’epilogo del Pellegrinaggio in Adamello II sacrario del Tonale è stato teatro dell’omaggio ai caduti L’«orgoglio» del medagliere Emilio Del Bono e Pier Luigi Mottinelli hanno assistito alla sfilata Tra le autorità militari i vertici delle Truppe alpine e dell’Ana nazionale La parata ha idealmente unito il territorio di Trento alla Valcamonica
Lino Febbrari 30.07.2018

Non poteva essere scelta una location migliore per l’epilogo del 55esimo Pellegrinaggio in Adamello. Il passo del Tonale, che fino a cent’anni fa separava il regno d’Italia dall’impero austroungarico, ieri mattina ha accolto le colonne scese dalla Lobbia Alta che si sono unite a centinaia di alpini, autorità civili (i presidenti della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, e di Brescia, Pierluigi Mottinelli, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono) e militari (il comandante delle truppe alpine generale Claudio Berto).

MESCOLATI a turisti e cittadini, i pellegrini hanno raggiunto in sfilata il piazzale vicino al sacrario che conserva le spoglie di oltre 850 caduti. Qui sono state ripetute le parole di pace, di fratellanza e di speranza per un futuro senza più guerre: le stesse pronunciate il giorno prima sull’altare a oltre 3000 metri di quota e dedicato a papa Giovanni Paolo II che si affaccia su un panorama unico, palcoscenico un secolo fa di cruente battaglie tra le nevi. L’Ana di Trento, cui quest’anno toccava il compito di organizzare l’evento con la collaborazione della «sorella» di Valcamonica, ha deciso di dedicarlo al soldato ignoto dell’Adamello, «perché - ha ricordato il presidente Maurizio Pinamonti prima della messa celebrata dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e dal vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada - quei ghiacci abbracciano ancora i corpi di molti giovani sconosciuti che per dovere servirono e morirono la loro patria. Non facciamo distinzioni su quale divisa indossassero: oggi li vogliamo ricordare tutti in un momento di conciliazione e di collaborazione tra i popoli allora nemici». «NOI tendiamo a definirci uomini moderni, perché sul piano tecnologico siamo giunti a traguardi insperabili - ha ricordato però monsignor Tisi nell’omelia rifedendosi senza citarli espressamente alla contrastata accoglienza dei migranti -. Uomini che pensavano che quei tempi fossero superati. Invece sono tornate di nuovo chiusure, reticolati, muri e barriere. Ed è tornato tutto quell’apparato sinistro che ha generato le guerre: l’uomo sembra non aver capito la lezione. Se tecnologicamente è molto avanti è estremamente vecchio perché continua negli errori del passato: muri e parole sinistre fanno temere nuovi conflitti». Il prossimo anno, il 56esimo Pellegrinaggio sarà organizzato dall’Ana camuna e Sonico sarà il paese che ospiterà la conclusione, mentre l’evento in quota è fissato al rifugio Serafino Gnutti, nella splendida Val Miller.