Turismo, l’accoglienza cresce
ma il Comune sogna un albergo

Un futuro alberghiero per l’ex scuola elementare di Pisogne?
Un futuro alberghiero per l’ex scuola elementare di Pisogne? (BATCH)
Alessandro Romele 29.09.2017

È innegabile che il movimento turistico sebino abbia subito uno scossone anche nel periodo post Christò; non solo nel medio lago ma anche alle porte della Valcamonica. Lo dicono i numeri: vacanzieri residenti e semplici visitatori sono aumentati molto, tanto da convincere numerose famiglie ad aprire una propria attività di casa vacanza o di b&b.

A sostenere e affiancare l’iniziativa privata c’è anche il «pubblico», ovviamente impegnato a far perdurare il fenomeno dell’afflusso di turisti, e un esempio arriva da Pisogne: in un paio di anni qui le case vacanza sono aumentate fino a salire da 9 a 43, portando i posti letto da 80, compresi quelli dei due alberghi e del motel, a oltre 400. Ma adesso si guarda oltre, al destino di uno stabile enorme, quello della vecchia scuola elementare sulla via Rimembranze, che presto potrebbe ampliare ulteriormente l’offerta residenziale.

Abbandonato da quindici anni, ufficialmente di proprietà della famiglia Odolini (la stessa del vicino centro commerciale) è una costruzione realizzata coi criteri del razionalismo fascista disposta su tre piani; e adesso si parla di convertirla in struttura ricettiva.

«IL CONFRONTO con i proprietari è continuo - spiega il sindaco Diego Invernici - e già in passato era stato suggerito di venderlo per poi trasformarlo in un hotel. Il problema è che nel frattempo la Sovrintendenza l’ha vincolato come edificio storico».

E gli Odolini? Valutano positivamente l’evoluzione turistica pisognese: «Sarebbero eventualmente disposti a cedere l’immobile per vederlo finalmente rivivere, come lo vorrebbero tutti i pisognesi che affezionati. Il compito dell’amministrazione ora è quello di creare le condizioni affinchè questo avvenga. Stiamo lavorando a una variante del Pgt per cambiare la destinazione d’uso, da edificio scolastico a ricettivo. Abbiamo dato la nostra massima disponibilità per trovare soluzioni».

Sarà difficile, ma non impossibile. La certezza è che comunque toccherà agli attuali proprietari decidere che cosa fare dell’enorme plesso: resterà abbandonato e inutilizzato, a parte graffitari e ospiti indesiderati, oppure verrà ristrutturato e riportato in vita? L’amministrazione, ovviamente, spinge per la seconda soluzione. Intanto, sempre nell’ottica di uno sviluppo dal punto di vista ricettivo, sta valutando la modifica del Piano di governo del territorio per altre aree comunali da destinare al comparto.

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