Evoluta e a bassissimo impatto L’industria 4.0 è già una realtà

L’interno con murale del nuovo capannone della Comisa Un momento della cerimonia inaugurale a Pisogne
L’interno con murale del nuovo capannone della Comisa Un momento della cerimonia inaugurale a Pisogne
Claudia Venturelli 01.07.2018

Lo hanno definito un imprenditore illuminato, con una grande attenzione alle risorse umane, alla qualità dei prodotti della sua azienda e all’ambiente, dentro e fuori la fabbrica. Federico De Lisi ha fatto della sua «Comisa» di Pisogne la sua vita, e c’è da credergli quando, parlando dei suoi dipendenti, fa riferimento ai sentimenti: «Forse è troppo, ma io credo molto nelle persone e mi affeziono. Il mio compito è quello di fargli fare quello che sanno fare meglio, perché ogni persona messa al posto giusto può dare il massimo». È GRAZIE ai dipendenti, che lo affiancano in alcuni casi da quarant’anni, che crede ancora che fare impresa tra la Valcamonica e il lago d’Iseo sia una scommessa vincente, «perché questa è una terra di lavoratori». Così nove mesi fa ha deciso di ampliare ancora: 5.300 metri quadrati in più per guardare al futuro di un’industria avanzatissima anche dal punto di vista dell’impatto ambientale. Cinque anni dopo aver assorbito la Ravani di Costa Volpino, Comisa si allarga con un nuovo capannone che digitalizza ancora di più l’attività. Competitiva in tutti i settori del comparto termoidraulico, questa realtà oggi esporta in oltre 50 Paesi. Non solo pezzi finiti, ma un pezzo di storia: l’anno prossimo festeggerà i 50 anni. I numeri? 48 milioni di fatturato, 150 dipendenti (200 in più se si considera l’indotto) e investimenti continui: «A gennaio abbiamo implementato il nuovo sistema gestionale che ci consente di interfacciarci con l’industria 4.0 - spiega Fiorenzo Giorgi, direttore generale -. Ma anche un magazzino semi automatico che col nuovo sistema gestionale ci consentirà di realizzare un pick&place della merce completamente automatico. In più grossi investimenti sono stati fatti sui macchinari». Grazie a tutto questo «il futuro dei prossimi 10-20 anni lo abbiamo raggiunto oggi - aggiunge De Lisi - con le macchine che stanno arrivando, il meglio a livello mondiale». E l’attenzione all’ambiente? Nel nuovo capannone è manifestata dal murale creato su misura da «Art of sool», che rappresenta pesci, tartarughe e l’amata barca a vela con cui alla fine del 2016 De Lisi ha compiuto la traversata in solitaria dell’Atlantico; all’esterno dalla sostenibilità. Comisa è stata una delle prime aziende in Valcamonica a puntare sul basso impatto, e oggi i capannoni delle due sedi sono vicini all’autosufficienza energetica. Lo è la nuova struttura, un edificio con un fabbisogno pari alla metà di una costruzione tradizionale: «Oggi abbiamo 650 kw da energie rinnovabili al servizio delle due sedi - spiega Marco Lollio, direttore di stabilimento -, e abbiamo installato anche una colonnina per la ricarica gratuita delle auto elettriche dei dipendenti». •