Evasione fiscale super: è maxi pure il sequestro

A.ROM. 01.08.2018

Sembra una storia di mafia, e invece è l’abitudine tutta italiana all’evasione fiscale a giustificare il maxi sequestro giudiziario andato in scena in Valcamonica. C’è anche un cavallo del valore di 35 mila euro tra i beni sequestrati dalla guardia di finanza di Sarnico a due noti imprenditori impegnati nel settore dell’edilizia e del montaggio di infrastrutture tecnologiche, accusati di essere i responsabili di una frode fiscale milionaria. Le indagini hanno impegnato i finanzieri ai comandi del luogotenente Stefano Slavazza per mesi: un lungo lavoro investigativo ha accertato la colpevolezza dei due, ma anche quella di altre otto persone coinvolte a vario titolo, tutte denunciate per reati tributari e per riciclaggio. In sostanza, tutti erano coinvolti nella frode della srl «Edil impianti» di Piancamuno, che tra il 2010 al 2016 ha presentato false dichiarazioni fiscali con l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 10 milioni di euro, ed evaso oltre 2 milioni e mezzo di Iva attraverso crediti fasulli per 725 mila euro e indebite compensazioni per oltre 600 mila. Chiuso il cerchio, il Gip ha disposto il sequestro preventivo di diversi beni appartenenti a Fabrizio Franzoni, 46enne di Pisogne, in carcere, e Gianluca Giacomini, un 39enne di Piancamuno ai domiciliari. Oltre al cavallo, nell’elenco ci sono anche un motoscafo di oltre otto metri ormeggiato nel porto Goen di Pisogne, orologi e quote societarie riconducibili in particolare a una società proprietaria di un ingente patrimonio immobiliare: più di 50 tra appartamenti, garage e negozi. Infine le lussuose ville dei due: a Govine e alla Pieve di Pisogne. •