Cani da soccorso:
«diplomi» camuni
per le nuove leve

27.08.2017

L’allenamento è fondamentale in ogni ambito; ancora di più in quello dei soccorsi. Ed è stato anche un grande allenamento quello portato a termine in queste ore a Pisogne, sul «campo maceria» del gruppo Soccorso Sebino: due giornate di esami per le unità cinofile provenienti da tutto il Nord e Centro Italia.

Cani e conduttori hanno effettuato una prova di ricerca per la classe «Ipor» categoria esordienti: un primo passo per diventare ufficialmente, con un altro esame, team da ricerca. I tecnici hanno insomma valutata l’attitudine degli animali al lavoro in zone rosse.

«EVENTI come questo di Pisogne sono importanti - sottolinea Giovanni martinelli, giudice incaricato dall’Enci - ed è importante far capire ai volontari della protezione civile che il livello di preparazione deve essere uguale per tutti. I cani presenti qui hanno già affrontato l’esame di obbedienza e destrezza in un altro campo: se superano quello della ricerca di persone tra le macerie ottengono i titoli per accedere all’esame operativo».

A organizzare il tutto il Soccorso Sebino e il suo storico presidente, Remo Bonetti, il quale coltiva anche un progetto di allargamento del campo di allenamento di Pisogne, sognando di portarlo da 600 a 1200 metri quadrati e su più livelli: «In questo modo otterremmo l’abilitazione a ospitare gli esami finali e operativi. È un obiettivo che ci siamo posti e che intendiamo perseguire. Abbiamo già l’ok di Comune e Provincia ma trovare e spostare macerie, oggi, non è così facile».

«È bello sapere che tutto ha inizio sul nostro territorio - ha aggiunto Marco Ghitti, responsabile del settore protezione civile della Comunità montana -. Da qui, le unità cinofile partono per un percorso che le condurrà a essere operative». In tutto hanno sostenuto l’esame 24 team provenienti dai gruppi Ana di Valcamonica, Bergamo, Bologna, Trieste, Belluno, Torino, Alessandria, Genova e Ravenna. AL.ROM.

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