Il Garibaldi «sfrattato» e il sindaco di una volta

11.09.2018

La proverbiale gamba ferita se l’era tirata appresso dopo la battaglia d’Aspromonte, quando incalzato dalle schioppettate del regio esercito finì prima con un buco nello stivale e poi agli arresti. Stavolta invece a mettere in precipitosa fuga l’eroe dei due mondi, il condottiero dei Mille, il più generale tra i generali, ci hanno pensato le ultime volontà di un’ottuagenaria e ricchissima ereditiera (che di cognome, giuro!, faceva Carestia) e un sindaco d’antan che questa Valle (Camonica) di lacrime l’ha salutata da un bel pezzo. Questione di denari. Parecchi denari. Cinque milioni di euro. Lasciati a enti e associazioni di Edolo. Un gesto di puro altruismo accompagnato da un desiderio confessato poco prima di incontrare la grande consolatrice: intitolare una piazza al nonno Giovanni Battista Tognali, il primo cittadino di cui sopra. Ma quale piazza? Quella nuova. E Garibaldi? La storia passa, i denari restano.