Acqua, pressing di tre Comuni
perché il Grigna torni a vivere

L’eloquente  immagine  post captazione del  torrente  Grigna L’aspetto primaverile assunto dal corso d’acqua  dopo il disgelo
L’eloquente immagine post captazione del torrente Grigna L’aspetto primaverile assunto dal corso d’acqua dopo il disgelo (BATCH)
Luciano Ranzanici 31.05.2017

C’è un caso ambientale ancora irrisolto a Esine e dintorni; nonostante lo scorso aprile la conferenza dei servizi abbia cercato di risolverlo anche dicendo «no» alla richiesta della società «Terzo salto» (gruppo Tassara), che per affrontare la carenza idrica del torrente Grigna proponeva, anzichè di aprire i rubinetti, di deviare il Vaso Re.

Proprio in sede di conferenza, alla società di Breno erano stati imposti 60 giorni di tempo per presentare un progetto per nuovi «spillamenti» di acqua dalla condotta idroelettrica che sfrutta (a Berzo Inferiore ne è stato realizzato uno nel 2005, mentre sui territori di Bienno e di Esine non ci sono ancora), e l’obiettivo è ovviamente quello di far vivere il torrente.

Si tratta di un problema decisamente datato che risale al 1999, quando i tre comuni della Valgrigna (Esine, Berzo Inferiore e Bienno appunto) sottoscrissero una convenzione con Tassara Terzo salto in base alla quale la società si impegnava a rilasciare l’acqua in più punti per salvaguardare l’ecosistema, ferma restando la garanzia del deflusso minimo vitale. Al contrario, le condizioni del torrente sono andate peggiorando; il Grigna è diventato quasi una pietraia e solo dallo scorso agosto è tornato a rianimarsi parzialmente.

ATTORNO a questo caso lavora da tempo il gruppo Amici del Grigna, presente alla conferenza dei servizi come uditore, protagonista di azioni mirate sviluppate a vari livelli, anche sulla Commissione europea, e il portavoce Leonida Magnolini rivolge un nuovo appello agli amministratori di Terzo salto: «Mi auguro che si rendano conto che questa situazione, che si trascina da 17 anni, è normalizzabile realizzando i due spillamenti mancanti (per 400 litri al secondo in più). Altri ritardi dopo tanto tempo sarebbero inaccettabili».

Cambierà qualcosa? Nella stessa conferenza dei servizi il sindaco di Berzo Ruggero Bontempi si è spinto a ipotizzare una richiesta di revoca della concessione idroelettrica da presentare alla Regione.

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