Utenti e volontari in crisi
Il Piedibus è al capolinea

25.08.2017

Il Piedibus di Borno è arrivato al capolinea; o meglio in deposito, e pare che non ne esca più. Colpa di un calo dell’interesse che genera numeri sempre più esigui di partecipanti, tanto che il coordinatore del comitato organizzatore del servizio, Gianfranco Scalvinoni, ha comunicato al sindaco la decisione di sospendere il servizio che a Borno era già entrato in crisi lo scorso anno quando, per carenza di volontari e fruitori, le linee erano già passate da quattro a due.

«Sono molto dispiaciuta, soprattutto perchè questo è un sistema di educazione e socializzazione molto valido - commenta il sindaco Vera Magnolini -. Ma certo non posso obbligare nessuno, posso solo ringraziare chi si è impegnato in tutti questi anni». La pensa così anche uno Scalvinoni amareggiato: «Per il Piedibus ho fatto tantissime battaglie, ho personalmente contattato gli accompagnatori e da alcuni ho avuto anche un buon supporto. Ma in pochi non si fa nulla, non c’è la coscienza del valore civile di questo servizio».

Diciassette/diciotto accompagnatori e 19 bambini che vanno da casa a scuola a piedi non bastano, «tanti di questi fanno o solo l’andata o solo il ritorno, e c’è un dispendio di energie troppo grande per un risultato minimo». Così a malincuore e in controtendenza rispetto agli altri paesi «il Piedibus - scrive il Comune in una nota - sarà sospeso». A meno che «non tornino le condizioni - aggiunge Scalvinoni - per riprovarci».

A pesare dallo scorso anno anche il nuovo corsello che ha agevolato il tratto parcheggio-scuola: «Ne avevamo fatto una questione di sicurezza - continua il sindaco -, non volevamo di certo incentivare l’arrivo a scuola in automobile. Eppure in molti, se potessero, arriverebbero in macchina fino dentro le aule».

«Già a gennaio - chiude il coordinatore - avevo organizzato un’assemblea e ottenuto il coinvolgimento di tre nuovi accompagnatori fino a giugno». Inutilmente. C.VEN.

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