Trovato morto
l’escursionista
in un canalone

Enrico Usai di origini venete era residente a Cremignane di Iseo
Enrico Usai di origini venete era residente a Cremignane di Iseo (BATCH)
07.12.2017

Alessandro Romele È stato ritrovato in un canalone vicino a Punta Almana, a un centinaio di metri in linea d’aria dalla grande croce che sovrasta il lago d’Iseo, sui monti alle spalle di Sale Marasino, il cadavere di Enrico Usai, l’escursionista di 46 anni di cui si erano perse le tracce da domenica pomeriggio. L’uomo è stato avvistato da un tecnico del Soccorso alpino dall’elisoccorso del 118 di Brescia, intorno alle 8.30 di ieri mattina, durante l’ennesima perlustrazione dall’alto della zona tra la località Pezzuolo e la cima dell’Almana. Le ricerche di Enrico Usai, 46enne di origine veneta residente a Cremignane d’Iseo, dipendente di una ditta della Valtrompia, erano iniziate martedì, dopo che i Carabinieri della stazione di Conegliano Veneto - paese di origine della vittima - su segnalazione della famiglia avevano allertato i colleghi della compagnia di Chiari. Mancava da casa da domenica. La sua auto, una Opel, era stata ritrovata vicino alla centrale del gas sulla via che da Portole conduce alla località Pastina: da qui, una cinquantina di uomini della Protezione civile del Sebino - Pisogne, Marone, Zone, Sale Marasino, Sulzano e Iseo - quelli della quinta delegazione del Soccorso Alpino, stazione di Breno, in collaborazione con il Sagf, il Soccorso alpino della Guardia di Finanza, le unità cinofile del Gruppo soccorso Sebino e della Camunia soccorso, oltre all’elicottero del 112 da Brescia, avevano iniziato le ricerche. Dopo una giornata passata a setacciare i sentieri, le rocce e le cascine della zona, nella mattinata di ieri i cani hanno fiutato una traccia, portando i soccorritori su un sentiero che sale verso la Punta Almana e che porta ad alcuni capanni di caccia. DALL’ALTO il corpo è stato subito individuato: con tutta probabilità Enrico Usai è scivolato durante l’escursione: la neve ed il ghiaccio dei giorni scorsi avevano reso pericoloso il tracciato, che l’uomo conosceva bene essendo l’anello della Punta Almana una tra le sue mete preferite secondo i conoscenti. L’escursionista è caduto per una ventina di metri schiantandosi sulla roccia, riportando ferite e fratture giudicate mortali dai primi soccorritori del Soccorso Alpino giunti nella gola. Una volta arrivato il nulla osta del magistrato, il suo corpo è stato recuperato, con l’aiuto di un verricello, e portato alla base operativa della Protezione Civile in località Pastina. Da qui, la salma è stata spostata alla camera mortuaria del Cimitero del capoluogo, in attesa di fare rientro alla propria abitazione, dove la attendono i famigliari. Le operazioni di soccorso sono state condotte dall’unità di crisi della Comunità montana del Sebino coordinate dal primo cittadino di Sale Marasino, Marisa Zanotti e dall’assessore alla Protezione Civile Marco Ghitti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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