Rubate le «scarpette
rosse» contro la
violenza sulle donne

Le «scarpette rosse» sopra i blocchi di marmo della ciclopedonale, monito alla violenza contro le donne
Le «scarpette rosse» sopra i blocchi di marmo della ciclopedonale, monito alla violenza contro le donne
Alessandro Romele 16.11.2018

La comunità di Sale Marasino si prepara a ricordare e a fare memoria di tutte le donne vittime di violenza che hanno perso la vita nel 2017, in vista della giornata mondiale in programma domenica 25 novembre.

COME LO SCORSO ANNO, la Commissione biblioteca - con il concorso dell'amministrazione comunale - ha realizzato una particolare installazione: sulla litoranea che attraversa il paese, sono state posizionate in bella vista, sui blocchi di pietra che delimitano la pista ciclopedonale, 93 paia di scarpette dipinte di rosso, una per ogni vittima registrata lo scorso anno, offrendo così al pubblico di passaggio un’occasione per riflettere sulla violenza di cui le vittime sono continuamente vittime ogni giorno. Come nel 2017 però, puntuali, i soliti ignoti hanno iniziato a colpire: a poche ore di distanza dalla realizzazione degli allestimenti sono già state sottratte un paio di scarpe. Un gesto piccolo, ma significativamente vile: il timore è che, vista l'esperienza passata, le scarpe rubate salgano di numero. «Non ci lasciamo intimorire - hanno spiegato le promotrici, Elisa Caldinelli e Mariella Salghetti - né scoraggiare. Per ogni paia di scarpe sottratte ne rimetteremo un'altro». Se sia un episodio isolato, sarà il tempo a dirlo. Resta l'amarezza per un'azione ripetuta di anno in anno, forse per gioco, forse per scherzo, forse addirittura per avversione. Proprio per questo a Sale Marasino, si continua a lavorare per divulgare il rispetto ed il ricordo delle donne vittima di violenza: domenica 25 novembre, nella mattinata, su proposta della Commissione, verrà inaugurata in località Curetto una panchina sul lungolago, dipinta di rosso, in memoria di Agnese Schioppetti, che nel 2008 fu uccisa dal marito e il suo cadavere gettato nelle acque del Lago d'Iseo. «Abbiamo contattato la famiglia di Agnese - hanno chiuso le promotrici - che ha dato il suo benestare. Ricordare questi tragici fatti servirà come spunto di riflessione per tutti».

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