Il Convento dell’Annunciata
non chiude ma «perde pezzi»

Il magnifico colpo d’occhio sul Convento dell’Annunciata: smentito l’imminente addio degli ultimi frati
Il magnifico colpo d’occhio sul Convento dell’Annunciata: smentito l’imminente addio degli ultimi frati (BATCH)
Giancarlo Chiari26.08.2017

Non chiuderà sul Monte Orfano il convento dell’Annunciata dei frati Servi di Maria: contrariamente alle voci circolate negli ultimi tempi, non è imminente la fine della secolare storia di questo importante luogo di fede, che negli anni cinquanta fu sede del noviziato dell’ordine toscano fondato a Firenze nei primi anni del 1200, del quale Benedetto XI, nel 1304, approvò la regola.

L’ORDINE, uno dei più antichi in Italia, capace di opporsi alle dittature politiche e ideologiche, praticando una vita in comune di penitenza, povertà a preghiera, nel convento di Rovato, restaurato nel dopoguerra, diventò uno dei centri principali delle riflessione cattolica bresciana con padre Davide Maria Turoldo.

Figura di riferimento della resistenza cattolica a Milano, Turoldo, poeta, teologo, scrittore, sostenitore del rinnovamento culturale e religioso del concilio, sostenitore di Nomadelfia, nel convento di Rovato, veniva spesso «per trovare la serenità», negli ultimi anni di vita quando era impegnato nel convento di Fontanella e in diversi progetti religiosi e civili. La sua presenza non è stata solo lo stimolo per la comunità del convento dove il 5 giugno è stato presentato il volume «le stelle in cammino» che raccoglie i testi inediti di Turoldo, Convento dell’Annunciata di Rovato.

L’ordine dei Servi di Maria, come molti altri, ha subito gli effetti della crisi delle vocazioni, riducendo la comunità a dodici frati alla fine degli anni ottanta. L’attività culturale tuttavia ha dato vita ad una comunità formata da laici che ha sempre garantito la vita del convento che oggi accoglie il Tavolo della Pace e una comunità di recupero.

Dopo il ritiro di padre Sebastiano Borriero e padre Ermanno Bernardi, affittati alla Cantina Bellavista di Erbusco i vigneti, il convento ha proseguito la sua attività con visite e soggiorni temporanei di altri frati e alcuni volontari laici che si sono costituiti in associazione. Ritiratosi padre Sebastiano, il Convento è ora affidato a Padre Antonio Avanzini, nativo di Marostica, che a Rovato ha frequentato il noviziato.

«IL CONVENTO - ha spiegato Padre Antonio - sta attraversando un momento di passaggio ma la sua attività di testimonianza del messaggio evangelico e di devozione alla Madonna prosegue con le stesse iniziative, in attesa che tra settembre e ottobre si ricostituisca un piccolo nucleo di Servi di Maria che sia di sostegno alla comunità. Gran parte del fabbricato, ora troppo grande per le nostre esigenze, sarà dato in affitto, conservando un’ala e gli spazi necessari alla comunità per la preghiera, le celebrazioni nella chiesa e la riflessione oltre che per iniziative come i percorsi antropologici che riprenderanno».

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