«Reti killer», disinnescata l’ennesima bomba sommersa

Le immersioni dei sub per localizzare il pericoloso materiale andato alla deriva sulle coste di MaroneIl recupero dell’ennesima rete-killer effettuata ieri pomeriggio Le trappole dei pescatori di frodo riportate  a riva dai sommozzatoriSul lago di Iseo continuerà   la campagna di bonifica dei fondali
Le immersioni dei sub per localizzare il pericoloso materiale andato alla deriva sulle coste di MaroneIl recupero dell’ennesima rete-killer effettuata ieri pomeriggio Le trappole dei pescatori di frodo riportate a riva dai sommozzatoriSul lago di Iseo continuerà la campagna di bonifica dei fondali
Alessandro Romele 17.02.2019

Piazzate dai pescatori di frodo che imperversano sul Sebino e portate alla deriva dalle correnti, le «reti killer» stanno diventando un fenomeno incontrollato e incontrollabile sul lago di Iseo. Gli strumenti di cattura abusivi non solo rischiano di vanificare gli sforzi della campagna di ripopolamento ittico del Sebino, ma rappresentano un allarme in prospettiva, quando cioè ripartirà l’attività turistica. L’attività per bonificare le reti prosegue senza sosta. L’ultima operazione è stata promossa ieri pomeriggio da un team composto dai sommozzatori del Gruppo North Central Dyvers di Bergamo e quelli del Gruppo Soccorso Sebino, coadiuvati dalla Polizia provinciale di Brescia e dalla Guardia Costiera ausiliaria. La task force ha recuperato un'altra rete, posizionata nella porzione di lago di fronte al Porto di Vello, frazione a nord di Marone. La trappola - 80 metri di lunghezza, probabilmente dispersa dai pescatori - era stata avvistata a 50 metri di profondità da un sommozzatore durante un'immersione una ventina di giorni fa. Era quindi partita la segnalazione alla Guardia Costiera di stanza a Sarnico. «Le operazioni di recupero sono state condotte con il supporto della Polizia provinciale di Brescia - ha spiegato il Capocentro Operativo Diego Nolli - i sub hanno agganciato la rete, facendola emergere in superficie con l'ausilio di un pallone aereostatico. Sono state quindi recuperate dagli agenti. Ora verrà catalogata e smaltita». Ancora una volta, è da sottolineare la cooperazione tra più forze coordinate dalla Guardia costiera ausiliaria. «L'obiettivo - conclude Nolli - è quello di salvaguardare vite umane e la fauna ittica del nostro lago d'Iseo». Sta di fatto che sul lago di Iseo il fenomeno dei pescatori di frodo ha subito una recrudescenza negli ultimi mesi. I dati sono eloquenti: da dicembre nelle acque del Sebino sono state neutralizzati complessivamente qualcosa come quattro chilometri di reti vaganti che minacciavano anche la navigazione. Emblematica la trappola recuperata tra l’isolotto di Loreto e le sponde di Marone carica di trecento chilogrammi di carcasse di pesci. Stessa situazione attorno alla suggestiva isola di San Paolo dove i sub hanno issato in superfice 150 metri di reti. •