Reflui: il depuratore
unirà le due sponde
del fiume Oglio

08.11.2017

Iniziati a marzo 2016, i lavori per costruire il nuovo depuratore di Palazzolo in via Gonzere sono stati conclusi da alcuni giorni: restano le finiture, come la tinteggiatura dei fabbricati di servizio e l’asfaltatura di strada e area.

L’impianto di depurazione, un investimento di 2,2 milioni di euro, è forse il primo che riesce a conciliare sponda bresciana e bergamasca dell’Oglio, depurando i reflui di Cividino e Tagliuno, frazioni di Castelli Calepio con quelli palazzolesi di Mura privi di fognatura. L’opera serve anche le frazioni bergamasche i cui scolmatori scaricavano nel fiume Oglio cancellando così il rischio di una sanzione europea. Il progetto, di cui si parlava da anni, è stato ripreso nel 2013 dall’amministrazione di Gabriele Zanni che è riuscita a portare allo stesso tavolo le due amministrazione comunali provinciali con le due società, Aob2 e Uniacque (che allora gestivano gli impianti dei due Comuni). Il progetto è andato in porto all’inizio del 2015 a Palazzolo: un investimento di 4,5 milioni di euro, divisi tra Uniacque e Aob2, ha finanziato la dorsale che raccoglie i reflui delle frazioni bergamasche e di Mura e li porta al depuratore.

L’impianto scarica a valle le acque depurate che potranno essere utilizzate per l’irrigazione dei campi della campagna circostante. La costruzione, iniziata nel marzo del 2016, dopo il completamento delle opere di collettamento, ha rispettato i 18 mesi previsti per l’entrata in servizio, come ha dichiarato Mauro Olivieri, direttore lavori. «I lavori principali del cantiere del depuratore di Palazzolo sono terminati a luglio con l’avviamento dell’impianto e l’eliminazione della non conformità del depuratore. Nei mesi successivi sono state completate le opere marginali».

Il depuratore è in grado di far fronte ad incremento demografico di 15mila abitanti per Castelli Calepio, ma per il taglio del nastro dovrà necessario attendere asfaltatura e tinteggiatura. G.C.C.

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