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Ospitaletto prenota uno scrigno per l’arte di Domenico Ghidoni

Lo scultore Domenico GhidoniNudo di adolescenteUn’opera presente a Ospitaletto
Lo scultore Domenico GhidoniNudo di adolescenteUn’opera presente a Ospitaletto (BATCH)
F.D.L.27.03.2018

Ospitaletto vuole un museo e intende dedicarlo allo scultore Domenico Ghidoni. È l’impegno che l’Amministrazione comunale guidata dall’architetto Giovanni Battista Sarnico ha preso con i cittadini. L’obiettivo è di arrivare all’apertura entro un paio di anni, nel 2020 quando ricorrerà il centenario della morte di Ghidoni, nato ad Ospitaletto nel 1857 e morto a Brescia nel 1920, la cui tomba è ancor oggi onorata nel cimitero del paese. Del progetto si è parlato domenica sera nel corso di un incontro nella sala consigliare. Il sindaco ha annunciato la volontà di rendere omaggio ad un artista che ha dato lustro alla sua terra natale e che ha raggiunto con le sue opere un’affermazione a livello nazionale. DOMENICO GHIDONI, dopo la sua formazione avvenuta all’Accademia di Brera negli anni Ottanta dell’Ottocento, aprì il suo studio a Milano mantenendo però solidi legami con Brescia, dove realizzò nel 1888 il monumento a Tito Speri e nel 1898 quello al Moretto; la sua opera si colloca perlopiù nell’ambito del verismo ed è caratterizzata da un forte impegno sociale che si ritrova in capolavori come «Emigranti» del 1891 e «Le nostre schiave» del 1894, ma la sua attività si sviluppò in tutti i generi della scultura dal ritratto ai temi sacri, dai monumenti funerari ai piccoli bronzi molto apprezzati dal mercato privato. Già in passato il Comune si era impegnato a tener vivo il ricordo di Ghidoni e a promuoverne la conoscenza con l’organizzazione di due mostre, la prima nel 1985 curata da Enzo Abeni e Luciano Spiazzi con la collaborazione di Roberto Bianchi e la seconda nel 2001 a cura di Giovanna Ginex. Quest’ultima era stata accompagnata da un catalogo generale delle opere dell’artista nel quale erano state schedate 286 sculture. Nel frattempo sono state individuate circa trenta opere nuove e su tutti questi materiali si può ricominciare a lavorare per progettare quello che potrà essere il percorso espositivo. Ospitaletto intende così cogliere l’occasione per rendere un omaggio permanente ad un artista di rilievo, le cui opere rientrano di diritto nel miglior panorama artistico della nostra provincia. L’architetto Aurelio Pezzol ha parlato invece della possibile collocazione del museo in un edificio di cui è incominciato il recupero architettonico, posto alle spalle della chiesa parrocchiale di San Giacomo e di fronte al Comune, al centro esatto di Ospitaletto sul quel crocevia in cui si intersecano le antiche strade romane del decumano e del cardo. Il Comune possiede oggi cinque opere dello scultore, ma sono già stati presi contatti con alcuni collezionisti del paese che sono disposti a concederne altre in deposito temporaneo, raccoglierà inoltre documenti e materiali fotografici d’epoca e sarà dotato di spazi per attività didattiche e ludiche. Sarà insomma - è stato detto - un «museo amico», aperto alla comunità e ai visitatori che percorrono gli itinerari artistici della Franciacorta. •