Sebino-Franciacorta Mura venete in macerie: disastro annunciatoSebino-Franciacorta | Sebino-Franciacorta

Mura venete in
macerie: disastro
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L’improvviso cedimento delle mura venete si è verificato nel pomeriggio di mercoledì
L’improvviso cedimento delle mura venete si è verificato nel pomeriggio di mercoledì
Giancarlo Chiari 09.11.2018

Non sarà per nulla semplice e facile il recupero del tratto delle mura venete di Rovato, di proprietà della parrocchia, franato mercoledì pomeriggio sull’asfalto di piazza Montebello, al termine di via Castello, perchè sarà necessario attendere valutazione e parere della Soprintendenza.

IL NEOPARROCO don Cesare Polvara, da pochi mesi alla guida della parrocchia di Rovato, ha ricevuto ieri mattina la visita del sindaco Tiziano Belotti che dovrà stilare l’elenco dei danni provocati dall’ondata di maltempo che ha provocato danni ingenti, mettendo in luce seri problemi di viabilità, con i sottopassi quasi tutti allagati. «Dobbiamo aspettare la Soprintendenza - ha spiegato don Polvara facendo vedere le condizioni del piccolo spazio tra l’uscita della sua abitazione e il tratto franato - abbiamo coperto l’area con un telo di plastica per preservare quello che resta. Alcuni anni fa si erano sistemati gli scarichi con alcuni canali che portavano via l’acqua evitando il ristagno. Purtroppo - fa notare il sacerdote - la pioggia di questi giorni ha provocato il crollo: aspettiamo la Soprintendenza che, dopo avere esaminato la situazione, ci darà indicazioni per l’indispensabile intervento. Per il momento l’area coperta dal telo è inagibile». Una delle proprietarie degli immobili che confinano con le mura collassate ha spiegato «Purtroppo le proprietà sono molto frazionate: lo stesso torrione è della Curia per la parte superiore, di un privato, che lo ha messo in vendita da tempo, per la parte inferiore». La caduta del tratto finale non ha tuttavia sollevato polemiche, almeno per il momento. Sulle testimonianze, la barista che ha in affitto il locale dell’ultimo tratto del porticato ha raccontato: «Ero al lavoro ma nel locale non si è sentito nulla quando le mura sono crollate, si è capito che era successo qualcosa quando sono arrivati Protezione civile e Vigili del fuoco». Un professionista rovatese che si è fermato con una insegnate ad osservare, indicando i canali sporgenti: «Probabilmente la causa sta lì: l’acqua che li ha rotti si è aggiunta a quella che cadeva e ha gonfiato la terra provocando il cedimento delle mura».

L’INQUILINA dell’appartamento con l’ingresso davanti allo smottamento ha spiegato: «Per fortuna non passava nessuno e non c’erano auto parcheggiate: spero che riescano a sistemare la piazzetta al più presto». Pochi i commenti dei rovatesi di passaggio, solo un pensionato ipotizza: «Forse la caduta è legata al progetto di piazza Cavour: l’architetto fece demolire il rivellino per costruire il porticato, interrompendo le mura e lasciando costruire in alto sull’area con casa del parroco, cappella e Santa Maria Assunta». Angelo Bergomi, capogruppo Pd, rileva come «il crollo, oltre alle pesantissime conseguenze per il territorio, dimostrano la fragilità del nostro territorio. Condividiamo la richiesta di stato di calamità dell’amministrazione ma vanno censite le situazioni idrogeologiche critiche, pianificando interventi di messa in sicurezza destinando risorse a bilancio, cercando finanziamenti regionali e statali. Sono queste le opere di cui Rovato ha urgente bisogno e non mancherà il nostro sostegno se si si andrà in questa direzione».

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