La morìa di pesci innesca la polemica tra volontari e Consorzio dell’Oglio

I pesciolini morti per la pulizia della seriola Vedra
I pesciolini morti per la pulizia della seriola Vedra (BATCH)
G.C.C.11.03.2018

Fino allo scorso anno alcuni pescatori di Palazzolo, quando la seriola Vedra veniva prosciugata per la manutenzione, provvedevano a recuperare la fauna ittica, rigettandola nel fiume in collaborazione con il Consorzio dell’Oglio. Quest’anno il gruppo, per protesta contro la burocrazia regionale, ha comunicato all’ente che non l’avrebbe fatto. Il Consorzio alle prese con il ritorno del siluro e non potendo perdere quintali di pesci novelli si è rivolto a un’azienda specializzata, che in pochissimi giorni ha organizzato l’intervento recuperandone quasi 8 quintali. Pochi giorni prima che la Vedra fosse messa in secca per la manutenzione del fondo, l’azienda ha effettuato il recupero all’interno delle sue sponde. L’intervento non ha riguardato però i pesci più piccoli che usciti dagli scarichi del troppo pieno erano finiti in una buca d’acqua all’interno del bosco del parco dell’Oglio. Il prosciugamento della seriola ha di fatto svuotato anche la buca provocando la morte dei piccoli pesci finiti ammucchiati in uno stretto canale di fango senza sbocchi. Vito Facuetti, l’ultimo pescatore professionista di Palazzolo, che con i volontari cura l’area del parco, tra Seriola e fiume, ha osservato: «Quest’area tra Vedra e fiume, potrebbe essere valorizzata, se ce l’affidassero consentendoci di controllare la vegetazione e segnalare chi smaltisce e lancia rifiuti. NEL BOSCO non ci sarebbero tanti pesci morti, perché la buca potrebbe diventare un laghetto come quello del parco fluviale». Marco Mancini, titolare dell’azienda che ha prelevato i pesci spiega: «Abbiamo operato contando sull’esperienza pluriennale in attività di recupero di fauna ittica su decine di corpi idrici, naturali e artificiali, gestendo le attività secondo le effettive e migliori possibilità operative. Gli interventi sono stati seguiti dalla Polizia provinciale, che ha supervisionato le attività. Purtroppo, durante le asciutte, data l’estensione e l’articolazione delle rogge, l’evenienza di morie di pesce va messa in conto. L’importante è che il recupero sia fatto con efficacia e professionalità, riducendole al minimo. Alla Vedra la moria indesiderata a mio parere si è limitata a poco più di 60 chili, e i pesciolini sono morti tra l’altro in una pozza totalmente esterna alla seriola».