Ucciso da una fucilata per salvare la madre

Le forze dell’ordine davanti al luogo del delitto: una palazzina residenziale a Folgaria, in TrentinoUna foto della vittima, Alessandro Pighetti: aveva solo 31 anni
Le forze dell’ordine davanti al luogo del delitto: una palazzina residenziale a Folgaria, in TrentinoUna foto della vittima, Alessandro Pighetti: aveva solo 31 anni
Massimiliano Magli 18.11.2018

Chiari è sotto shock per la terribile notizia della tragica morte di Alessandro Pighetti: il 31enne è stato assassinato a Folgaria dove risiedeva da anni con la madre Renata Pighetti, anche lei originaria di Chiari, e il marito di lei, Massimo Toller: proprio lui, 61enne trentino, ha assassinato Alessandro con una fucilata e si è poi tolto la vita. LA MAMMA Renata si è salvata per caso, per una fatalità, ma c’era anche lei nell’abitazione a Costa di Folgaria dove i tre vivevano insieme. Al secondo piano di un condominio, la tragedia si è consumata attorno alle 19.30 di venerdì sera. Poco prima i tre avevano litigato e Alessandro si era visto puntata addosso una pistola. Era riuscito a disarmare il patrigno e ad allontanarsi con la madre. Ma quando poi sono rientrati, nel tentativo di ricomporre la lite convinti che il peggio fosse passato, Alessandro è stato ucciso sotto gli occhi della mamma: un colpo in pieno volto sparato con un Flobert, un fucile ad aria compressa che, a distanza ravvicinata, riesce ad essere letale. Disperata e terrorizzata, Renata è fuggita da una finestra e si è rifugiata in un vicino negozio di articoli sportivi, da dove ha chiamato i soccorsi. Ma in quei momenti si sente un altro colpo: la fucilata con cui l’omicida si è tolto la vita. SUL POSTO i carabinieri avevano inviato anche un negoziatore, nel timore che il killer avesse ancora sotto sequestro qualcuno. Grazie all’aiuto dei vigili del fuoco, sono state bloccate tutte le strade di accesso alla via, al fine di evitare la fuga dell’uomo. Ma una volta entrati nell’appartamento, i militari hanno trovato due corpi senza vita. Sulla scena è intervenuta la Scientifica per ricostruire con precisione quanto accaduto. La madre, sotto shock, è stata affidata a un servizio di sostegno psicologico, nell’attesa di coinvolgerla nella ricostruzione dei fatti. Questa indicibile tragedia arriva al termine di una vita da incubo per questa famiglia. Tra Alessandro e il patrigno da sempre non correva buon sangue e i litigi non si contavano. In paese Toller era noto anche per abusare spesso di alcolici. L’omicida, ex camionista, lavorava per la Provincia di Trento nella manutenzione boschiva. La vittima, geometra, lavorava da un rivenditore di auto a Rovereto. •