«Basta incendi nella discarica»
Il Comune lancia un ultimatum

Vigili del fuoco alla Staf: due incendi nel giro di pochi giorni
Vigili del fuoco alla Staf: due incendi nel giro di pochi giorni (BATCH)
Massimiliano Magli20.10.2017

L’emergenza incendi che ha colpito l’impianto Staf di Chiari, specializzato nel compostaggio e nello smaltimento dell’organico, provoca una dichiarazione di guerra da parte del Comune, che ieri ha espresso una posizione drastica nei confronti dell’azienda di via Vecchia per Pontoglio.

L’ASSESSORE all’ambiente Domenico Codoni ha chiesto chiarimenti alla ditta e e l’ha richiamata agli obblighi sulla sicurezza, con un perentorio invito a rispettare i dettami dell’Autorizzazione ambientale integrata.

L’impianto si occupa a tutti gli effetti di rifiuti, con fanghi e rifiuti organici (la cui pericolosità è spesso legata alle infiltrazioni indebite di altri rifiuti) che dovrebbero essere trasformati in terriccio o avviati a discariche speciali per la parte non rigenerabile.

«La nostra attenzione - ha spiegato l’assessore - è salita ai livelli massimi, anche a fronte del perpetuarsi di episodi di incendio, gli ultimi dei quali sono avvenuti nei giorni dell’11 e 12 ottobre e del 15 e 16 ottobre 2017: eventi, in realtà, che si possono far risalire già a giugno 2015, quando l’impianto ha mostrato assoluta inadeguatezza sotto il profilo della sicurezza».

Già in passato l’Amministrazione aveva inviato pareri negativi sul caso: l’ultima nota (in ordine di tempo) alla Direzione generale ambiente della Regione Lombardia per esprimere parere negativo sul rilascio della Autorizzazione integrata ambientale per la Staf, evidenziava «l’esigenza di consolidare gli aspetti concernenti la sicurezza dell’impianto mediante l’adozione di opportuni e più efficaci sistemi di sorveglianza e deterrenza», oltre alla necessità secondo il Comune di «provvedere alla implementazione dei sistemi antincendio che, in occasione degli ultimi roghi hanno dimostrato assoluta inadeguatezza».

Aspetti che avevano spinto l’Amministrazione a dichiarare che «il Comune di Chiari non si sente adeguatamente garantito dalla Staf, la cui gestione dell’impianto viene ritenuta insufficiente quando si tratti di esercitare un’attività delicata su un impianto di deposito e lavorazione di rifiuti ancorché classificati “non pericolosi”, e pertanto esprime parere negativo all’istanza di Aia».

TUTTAVIA, anche quest’ultima nota del 22 giugno 2015 non aveva bloccato l’autorizzazione della Regione, rilasciata il 23 giugno.

Il Comune ha chiesto una relazione ai Cigili del fuoco per gli ultimi interventi effettuati, nell’intento di capire la potenziale gravità.

Arpa e Asl al momento non hanno imposto alcun intervento d’emergenza.

Un silenzio che lascia attoniti i residenti: «Per noi il sindaco e le autorità sanitarie dovrebbero intervenite per chiudere l’impianto», dicono gli abitanti della zona, preoccupati da roghi e fumi.

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