Polmonite,
nuova
impennata

L’epidemia di polmonite avanza
L’epidemia di polmonite avanza
Valerio Morabito 17.09.2018

Valerio Morabito Dai 22 casi diagnostica sabato, ai 33 ieri. La polmonite virale ha fatto registrare una preoccupante recrudescenza nelle ultime 24 ore. Sulla scorta del monitoraggio delle autorità sanitarie tuttavia, l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ribadisce «che la curva epidemica è in flessione». Delle 33 persone colpite dall’infezione, in 21 hanno avuto necessità del ricovero in ospedale. Tra questi il più grave è un 30enne di Calcinato ricoverato d’urgenza all’ospedale di Montichiari per sospetta legionella. Come accade in queste circostanze serviranno ulteriori analisi per capire se si tratta, o meno, di un nuovo caso di legionella nella Bassa bresciana orientale. Al momento - stando al rapporto della Regione - sono complessivamente 40 i casi di morbo del legionario identificati attraverso gli esami e le colture batteriche. Diagnosticare questo particolare ceppo di legionella è molto complesso: molti pazienti risultati negativi ai test rapidi, sono successivamente risultati infetti dagli esami sull’espettorato. Tra di loro, per esempio, c'è il 29enne di Roe Volciano che si trova ricoverato al San Gerardo di Monza e deve ancora usufruire di un polmone d'acciaio per respirare. Il giovane, sul quale i medici non si sbilanciano e con grande probabilità attenderanno ancora qualche settimana prima di pronunciarsi, lavora in un'azienda di Castenedolo e precedentemente era alle dipendenze di una ditta di Calcinato. Stabili, ma sempre gravi anche le condizioni del 43enne di Remedello, il quale si trova in gravi condizioni sempre al San Gerardo di Monza. Poi c'è il 57enne di Carpenedolo, tra i primi a contrarre la legionella, che si trova ricoverato in gravi seppur stabili condizioni al Niguarda di Milano. Nella lista anche un 56enne di Remedello, trasferito di recente dall'ospedale Poma di Mantova a Pavia. Con quelli diagnosticati ieri superano quota 400 i casi di polmonite batterica diagnisticati dall’inizio dell’emergenza. Il vettore di diffusione del batterio resta ancora un mistero: i primi esami sulla rete idrica effettuati a Mezzane dove la legionella ha ucciso una 69enne sono stati negativi. Oggi si attende l’esito del secondo range di test. • © RIPRODUZIONE RISERVATA