Un coro di mille no alla discarica Castella 2

Significativa la presenza del sindaco di Brescia    Emilio Del Bono Gli amministratori sono pronti a sostenere la battaglia del Codisa Al corteo hanno partecipato intere famiglie del quartiere Buffalora
Significativa la presenza del sindaco di Brescia Emilio Del Bono Gli amministratori sono pronti a sostenere la battaglia del Codisa Al corteo hanno partecipato intere famiglie del quartiere Buffalora
Cinzia Reboni 09.09.2018

Cinzia Reboni «Garda Uno, qui non ti vuole nessuno», «Non siamo la vostra pattumiera», «Vogliamo un quartiere più sano»: slogan ripetuti a squarciagola e all’infinito, scanditi da rulli di tamburo, sulla strada - tappezzata di striscioni appesi alle case - che dalla chiesa di Buffalora porta fin sul confine di Rezzato, a ridosso della Castella 2. Oltre mille persone hanno partecipato ieri alla manifestazione organizzata dal Codisa - Comitato difesa salute e ambiente - per protestare contro l’ennesimo oltraggio al territorio: l’apertura di una nuova discarica. Il bacino di smaltimento, che dovrebbe sorgere a circa cinquanta metri in linea d’aria dalla Castella 1 - impianto bocciato dal Tar, per il quale si attende il pronunciamento del Consiglio di Stato - prevede lo smaltimento di 14 macro tipologie di rifiuti non pericolosi, per una volumetria totale pari a 905 mila metri cubi. Ogni anno dovrebbero essere tumulati - su una superficie di oltre 75 mila metri quadrati - 120 mila metri cubi di scorie. MA GLI ABITANTI del quartiere - un microcosmo di 2500 persone circa, più quelle di Bettole - non ci stanno. «Abbiamo già dato - dicono -: di discariche e di rifiuti non ne vogliamo più». In corteo anche le istituzioni: Laura Ogna, vicesindaco di Rezzato, e il primo cittadino di Brescia Emilio Del Bono con l’assessore all’Ambiente Valter Muchetti. «Stiamo valutando con attenzione e cura il progetto e le integrazioni presentate - ha spiegato Laura Ogna -. Siamo in prima linea per la tutela del territorio e la salute dei cittadini. Il nostro no alla discarica è forte e chiaro: la zona è già sotto stress ambientale, e chiediamo pertanto alla Provincia di verificare attentamente l’impatto che l’impianto potrebbe avere sul territorio». Ancora più determinato Emilio Del Bono: «Noi ci muoviamo nel rispetto della legge, ma a Brescia non si faranno più discariche. Stiamo lavorando nella direzione del risanamento ambientale, e il Parco delle Cave rappresenta la fine delle escavazioni e la restituzione a bene pubblico di aree private: è un cambio radicale. Ci sono ancora alcune partite aperte - ha aggiunto Del Bono -, il lavoro non è finito. Ma se andiamo tutti insieme nella stessa direzione i risultati non mancheranno». Nel caso della Castella 2 «siamo di fronte ad una procedura che ha criteri di legittimità, ma non saremo per niente distratti quando sarà il momento di leggere le carte. Non ci negheremo ad un confronto con Garda Uno: è giusto che anche i sindaci dei Comuni soci, anche se distanti territorialmente, sappiano che Brescia e Rezzato non sono favorevoli all’impianto». Sul progetto Castella 2 anche Valter Muchetti sottolinea «l’esplicita volontà di bloccare l’operazione. Tutti i Comuni della zona est hanno dato il loro appoggio, inviando alla Provincia una lettera a sostegno di Brescia e Rezzato, condividendo la problematica del territorio e dimostrando una visione d’insieme che va in un’unica direzione». Muchetti sottolinea anche il ruolo dei consigli di quartiere, «una ricchezza per noi amministratori, soprattutto quando arrivano proposte concrete e intelligenti». Il 20 settembre è in programma la Conferenza di servizi decisiva in Provincia: «Se tecnicamente ci sono poche argomentazioni per negare la richiesta, ci auguriamo di arrivare al risultato attraverso l’intervento della politica - precisa Francesco Venturini del Codisa -. E chiediamo che, finché Garda Uno non ritirerà il ricorso al Consiglio di Stato sul caso Castella 1, la Provincia sospenda la valutazione sulla discarica gemella». Perché, a Buffalora come a Rezzato, per usare gli slogan del corteo «la salute non ha prezzo» e, soprattutto, questa zona «non è la pattumiera di Garda Uno». •

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