Mondo venatorio e istruttori: «Uno strumento medievale»

C.REB.25.08.2018

Uno strumento medievale e diseducativo, che rischia di creare l’effetto opposto nel cane: prima ancora della legge, dovrebbe essere il buonsenso a vietarlo». Il mondo venatorio e gli addestratori cinofili bocciano senza ma e senza se il collare elettrico, puntando il dito sulla vendita che viene autorizzata nonostante lo stimolare sia messo al bando da anni. «La Federcaccia promuove e difende la cultura venatoria - rimarca il presidente provinciale Marco Bruni -. Utilizzare collari elettrici o richiami elettronici per uccelli non è “cultura”. Siamo l’unica associazione che non garantisce la tutela legale agli associati che usano strumenti vietati, e questo perché riteniamo che certe pratiche non si possano nemmeno giustificare». MARCO BRUNI è lapidario: «Dovrebbe bastare il rischio di sanzioni spaventose e addirittura della sospensione della licenza per scoraggiare certe persone», anche se ammette che «ci si muove nel limbo normativo: se i collari elettrici sono banditi, non dovrebbero essere neppure messi in vendita». «Non abbiamo mai approfondito la questione con i nostri legali perché sappiamo che sono strumenti che non si possono usare - continua il leader di Federcaccia -. I cani si sono sempre addestrati anche senza collare elettrico: è solo un escamotage per fare le cose più in fretta, e male. Per formare un cane ci vuole pazienza, metodo, conoscenza e rispetto dell’animale, e invece c’è gente che pretende di preparare il cane in due settimane, utilizzando metodi brutali. È la stessa cosa che capita con gli uccelli: un tempo si allevavano i richiami con le “ricette segrete dei pastoni”. Oggi per farli cantare si va in tabaccheria, si comprano le pile e si inseriscono in un aggeggio elettronico». SULLA STESSA LUNGHEZZA d’onda Andrea Grisi, alias Doctor Dog, l’istruttore cinofilo diventato famoso per le sue lezioni televisive. «Il collare elettrico è un metodo vecchio, che non si utilizza più, e soprattutto non è adatto a tutti i cani. Un tempo - spiega Andrea Grisi - veniva utilizzato, regolando il livello della scossa secondo il peso, su cani ad alta tempra, perché gli altri non reggevano il dolore e scappavano». Il metodo insomma si è rivelato un fallimento sotto ogni punto di vista. Oggi l’animale «si addestra con il buon rapporto, con l’“obbedienza sicura” - sostiene Doctor Dog -. Se un cane non “funziona“ per una serie di motivi, è inutile utilizzare il collare elettrico, perché l’animale lavora in sottomissione, obbligato, e anche psicologicamente ne risente con ricadute disastrose nel rapporto con l’uomo. Oggi ci siamo evoluti, esiste la selezione, è cambiato il metodo e anche la cultura». Grisi denuncia però la vendita «facile» dei collari elettrici: «Non riesco a capire perché sono vietati ma si trovano regolarmente nei negozi e, soprattutto, in internet, dove si può comprare di tutto. Molto materiale arriva dall’estero, da nazioni dove probabilmente sono consentiti». «BEN VENGANO LE SANZIONI e le azioni penali - conclude Andra Grisi -, perché di fatto, e al netto delle sfumature giurisprudenziali, il collare elettrico corrisponde a un maltrattamento dell’animale». •