Il referendum sull’acqua
sta diventando «bollente»

05.11.2017

Acqua... bollente. L’iter verso il referendum consultivo sulla gestione del ciclo idrico è appena iniziato, ma il clima è già rovente. «Gli amministratori pubblici continuano a difendere a spada tratta il modello pubblico-privato, fallimentare sotto tutti i punti di vista», attacca Mariano Mazzacani del comitato promotore della consultazione popolare, denunciando «una campagna di disinformazione promossa trasversalmente dalle istituzioni».

Il comitato attacca a tutto campo. A partire dal difficile controllo di una società mista come Acque Bresciane, «dove un forte socio di maggioranza relativa (dal 40 al 49%) potrà avere buon gioco nei confronti di una composizione societaria polverizzata. Dicono che il pubblico non ha capitali da investire? - aggiunge Marco Apostoli -: niente di più falso. Il Comune di Milano gestisce in house il servizio idrico integrato della città e svolge un’accurata manutenzione della rete: le perdite idriche nel capoluogo lombardo sono al 10,4%, a fronte di una media nazionale del 31, e il costo dell’acqua è il più basso a livello nazionale: 100 euro pro capite, contro i 220 di Brescia».

Vi sono poi questioni «che non vengono mai evidenziate - dice Francesco Raucci - come il fatto che la Regione abbia stanziato 20 milioni per infrastrutture idriche, gran parte destinati a Comuni gestiti da A2A, che avrebbe dovuto farsi carico di tali investimenti, in particolare per l’impianto di Nuvolera».

«Ci sarebbe qualcosa da dire anche in merito al depuratore di Visano - aggiunge Fiorenzo Bertocchi - esempio lampante di cattiva programmazione e gestione: 80 chilometri di condutture per portare la rete fognaria dal Garda alla Bassa Bresciana. É evidente che ci sono in gioco interessi enormi».

«Al netto di ricatti, falsità e palesi violazioni del codice etico, rappresentate da persone in chiaro conflitto di interesse - conclude Cesare Giovanardi - confidiamo che alla fine i cittadini potranno esprimersi liberamente su un tema delicato come la gestione dell’acqua pubblica». C.REB.

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