Bus a «secco» di metano Multa irrisoria a Tamoil

Ancora senza soluzione la vertenza sulle forniture di metano
Ancora senza soluzione la vertenza sulle forniture di metano (BATCH)
03.03.2018

Luciano Scarpetta Una multa di 2.000 euro. È l’irrisoria sanzione che rischia la Tamoil per aver sospeso da un mese le forniture al distributore di metano degli autobus di linea di Desenzano. La contravvenzione che riguarda solo la mancata comunicazione motivata al Comune, potrebbe tuttavia essere il prologo a un’azione penale. La vertenza che ha spinto suo malgrado Brescia Trasporti a rafforzare la flotta con pullman alimentati a gasolio per evitare disservizi, vede opposta la Tamoil e la Benaco 2000 che gestisce il distributore del metano. La chiusura dei rubinetti dell’eco-carburante ha costretto la società Benaco 2000 a sospendere i rifornimenti ai mezzi del trasporto pubblico locale. Sul territorio di Desenzano non sono presenti altri distributori di gas e il gestore della rete urbana ha dovuto ricorrere a mezzi alimentati a gasolio e a fare la spola dalla città per il rifornimento di quelli a metano. Ieri l’Amministrazione comunale ha notificato ai vertici della Tamoil Italia un’ingiunzione per «l’immediata riattivazione dell’erogazione del gas metano al distributore stradale di carburanti in via Mantova». L’ultimatum scade lunedì. Se la multinazionale non lo rispetterà, il Comune emetterà un’ordinanza sindacale, prologo a una denuncia. NEL FRATTEMPO la Polizia locale sanzionerà la Tamoil con una multa che non potrà superare i 2.000 euro. Il gruppo difficilmente rispetterà il diktat del Comune. Tamoil - ammettendo implicitamente di essere responsabile dell’interruzione dell’erogazione del carburante - ha comunicato che ritiene «corretto e giustificato lo stop», evidenziando nella memoria inoltrata al Comune che il «blocco del sistema informatico generale delle erogazioni, sarebbero conseguenza di inadempimenti contrattuali del gestore Benaco 2000». E anche la Tamoil si è affidata a un legale per difendere in giudizio i propri interessi. Secondo il Comune di Desenzano invece, il fornitore avrebbe dovuto prima richiedere allo stesso «con documentati motivi» l’autorizzazione alla sospensione delle forniture del metano. Lunedì si scoprirà se il braccio di ferro è destinato ad approdare nelle aule di Tribunale. •