Manerba, in mountain bike tra le orchidee

Una magnifica veduta della Riserva naturale della Rocca di Manerba
Una magnifica veduta della Riserva naturale della Rocca di Manerba (BATCH)
Paolo Baldi 25.03.2018

Bellissimo sport quello che si pratica in sella a una mountain bike, ma non tutte le location sono adatte. E probabilmente una riserva naturale istituita anche per tutelare orchidee rare e la nidificazione di molte specie di uccelli non è il posto giusto per ospitare in contemporanea centinaia di ciclisti e di spettatori. Eppure è successo ieri e succederà oggi, e poi ancora, con un afflusso maggiore, capiterà nel weekend dal 6 all’8 aprile, proprio nel mezzo delle fioriture e della nidificazione. LA RISERVA è quella della Rocca di Manerba, il doppio evento ciclistico è rappresentato in queste ore dal Grand prix d’inverno giovanile di mountain bike, che farà da prologo alla ancora più affollata «Garda lake Mtb Race»: la prima gara a tappe internazionale d’Italia. Gli organizzatori presentano quest’ultima on line parlando di «natura incontaminata e scogliere a picco sulle acque del lago di Garda». Ma proprio nella natura incontaminata (magari fosse così) si dovevano portare folle di bikers e di fans della bici fuoristrada? Bisognava proprio calpestare le praterie fiorite riconosciute come preziose da una direttiva comunitaria? Era necessario disturbare la nidificazione del falco pellegrino e del rondone maggiore? Se lo chiedono, ovviamente protestando e presentando una serie di raccomandazioni per ridurre almeno l’impatto delle manifestazioni, la sezione regionale della Società botanica italiana, la sezione di Brescia della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e Legambiente Lombardia, insieme al circolo gardesano della stessa associazione. Sottolineando il potenziale fortissimo impatto dell’evento sulla flora spontanea, la Società botanica invita gli organizzatori a fare in modo che si eviti il calpestio delle aree prative tenendo il pubblico lontano dalle stesse, e chiede anche di «monitorare la Riserva nei prossimi anni, perchè è noto che il transito di veicoli non a motore provenienti da altri Paesi può essere un mezzo di diffusione di specie esotiche che minacciano la biodiversità locale». Lipu e Legambiente rincarano parlando di «iniziative non compatibili con un’area protetta in nessun periodo dell’anno, ma in particolare in primavera, quando gli animali sono impegnati nella riproduzione e le orchidee selvatiche sono in fiore. Per limitare i danni suggeriamo di prevedere un itinerario che tenga lontani i ciclisti dai sentieri adiacenti la scogliera del Sasso e sconsigliamo l’uso di droni per non spaventare gli uccelli in nidificazione». •