Dalle macerie del Genux
sale un grido di dolore
«Sette anni di degrado»

L’ex Genux in macerie: era una delle discoteche più famose d’Italia
L’ex Genux in macerie: era una delle discoteche più famose d’Italia
09.11.2017

Continua l’odissea dell’ex discoteca Genux di Lonato, un tempo il luccicante epicentro della movida notturna di mezzo nord Italia, oggi un monumento alla fine di un mondo, alla crisi immobiliare, alla decadenza.

NATA NEL 1989 con lo slogan pubblicitario di essere «la discoteca più grande del mondo», vantava ai tempi d’oro capienze fino a 10mila persone. Demolita a metà del 2011, è rimasta da allora nel limbo: un pugno in un occhio, uno scrigno di degrado, un gigantesco cumulo di macerie. Il tempo delle mega-discoteche è finito. Quello dell’abbandono non finisce più.

DOPO LA DEMOLIZIONE l’area è diventata un rudere, una specie discarica di inerti a cielo aperto, dopo essere stata flagellata anche da un periodo di sciacallaggio con prelievo libero di materiale detenuto tra le pareti pericolanti: sedie, divani, faretti, frigoriferi, computer, via tutto. Tranne le rovine.

INTERVENTI? Nel 2012, dopo alcune segnalazioni, parte del perimetro viene recintato. Poi a seguire le ordinanze dell’Amministrazione comunale nei confronti della proprietà per intimare la messa in sicurezza. La situazione però a distanza di anni continua a peggiorare.

Tornano a segnalarlo i consiglieri comunali di «Progetto Lonato», Flavio Simbeni e Andrea Locantore: «In più punti l’ingresso di quest’area è accessibile a chiunque. In particolare l’area delle piscine; un tempo sfarzose e ora un catino pericolosissimo. Ce lo dicono anche i cacciatori che frequentano la zona. Chiediamo gentilmente al Comune, senza polemica politica, che richiami la proprietà al dovere di messa in sicurezza, ricordando che esisteva anche una convenzione per l’utilizzo delle piscine. Motivo di più per intervenire».

Lamentele si possono raccogliere anche tra i frequentatori della confinante multisala King: «Per andare al cinema siamo costretti a fare uno slalom fra le macerie». Mentre il degrado continua, sul futuro si spengono del tutto le voci che volevano l’ex Genux come una vetrina del Polo del lusso o una «Legoland » del Garda. Nel futuro non c’è niente. ROBERTO DARRA

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