Incendio doloso,
bruciano i
monti di Tignale

Tre i Canadair arrivati a Tignale da Genova e da Roma: ieri pomeriggio l’incendio era sotto controlloUna ventina gli ettari di bosco andati in fumo:  pochi dubbi sulla natura dolosa dell’ennesimo incendioL’elicottero in azioneLe bonifiche da terraIl campo base allestito ai piedi del rogo e a due passi da Prabione
Tre i Canadair arrivati a Tignale da Genova e da Roma: ieri pomeriggio l’incendio era sotto controlloUna ventina gli ettari di bosco andati in fumo: pochi dubbi sulla natura dolosa dell’ennesimo incendioL’elicottero in azioneLe bonifiche da terraIl campo base allestito ai piedi del rogo e a due passi da Prabione
Luciano Scarpetta 15.01.2019

Fiamme sul versante, elicotteri e Canadair in azione. A terra il solito esercito di vigili del fuoco, volontari del posto e comuni limitrofi, Protezione civile e carabinieri. Ettari di vegetazione in fumo. È il solito film che si ripete purtroppo a cadenza quasi semestrale nei territori del parco Alto Garda tra Tignale e Tremosine. Questa volta sono oltre 20 gli ettari di boscaglia, perlopiù resinosa, bruciati dalla tarda serata di domenica a ieri pomeriggio in località Costa, versante montuoso posto tra la frazione di Prabione e località Forca di Tignale. Anche in questo caso, come per tutti i precedenti, l’origine dell’incendio è di natura dolosa. Le fiamme si sono infatti propagate domenica sera poco dopo l’ora di cena a fianco della strada che in località Fosà conduce ai serbatoi dell’acquedotto comunale. «Proprio in quella zona in passato - commentava nella mattinata di ieri un residente - sono già stati fermati una decina di incendi dolosi». Questa volta però il vento ha contribuito a espandere velocemente il fronte delle fiamme, rendendo impossibili i tentativi serali di spegnimento da parte dei volontari di Tignale Soccorso, i vigili del fuoco volontari di Tremosine e gli effettivi giunti dalla caserma di Salò. Ieri alle prime luci dell’alba l’incendio si era spezzato in due. Il primo troncone più debole si muoveva lungo 70 metri di fronte verso il Santuario di Montecastello, mentre sul versante opposto del crinale, quello in località Forca, l’incendio aveva una linea di fuoco di oltre 150 metri. Per questo motivo Francesco Morzenti, direttore delle operazioni di spegnimento di Tavernola Bergamasca, ha richiesto l’intervento del Canadair, giunto intorno alle 9 da Genova a supporto dell’unico elicottero presente. Per quest’ultimo sono state approntate ben tre vasche di rifornimento in zona: nella piana di Gardola adiacente il cimitero, alla piscina comunale e nei pressi del villaggio turistico di Sunclass. Tolta la linea elettrica in zona, un paio d’ore dopo si sono provvidenzialmente materializzati altri due Canadair provenienti da Roma, e poco dopo mezzogiorno, nonostante il vento non aiutasse nelle operazioni di spegnimento, da terra erano iniziate le prime bonifiche e le fiamme apparivano circoscritte alle zone alte. NEL POMERIGGIO le squadre di soccorso da terra (10 volontari di Tignale Soccorso, Tremosine e Limone dei gruppi Ana, 11 vigili del fuoco effettivi di Salò, 2 funzionari della Comunità Montana e una pattuglia dei carabinieri) sono state raggiunte per le operazioni di bonifica da altri volontari dell’antincendio provenienti da Gargnano e Tremosine. Alle 15 l’incendio era sotto controllo. «La situazione è nettamente migliorata - confermava ieri pomeriggio Morzenti - le fiamme sono spente. Resta solo qualche ultimo fumaiolo qua e là ma si lavora per la bonifica. A terra con i volontari e dal cielo, fino alle 16.30 con due Canadair e l’elicottero». • © RIPRODUZIONE RISERVATA