Esibizionista seriale tradito da selfie e video

Il Commissariato ha ricostruito il puzzle che ha portato all’identificazione del giovane maniaco
Il Commissariato ha ricostruito il puzzle che ha portato all’identificazione del giovane maniaco
Alessandro Gatta 11.08.2018

Non solo un maniaco seriale, che per mesi si è masturbato di fronte a studentesse e ragazzine minorenni: ma pure un esibizionista senza remore, tanto da filmare le sue performance e archiviarle su smartphone e computer. RISCHIA una multa fino a 30mila euro, e nel peggiore dei casi fino a 4 anni di carcere il ragazzo di 23 anni (ad oggi incensurato) che è stato indagato dal Commissariato di polizia di Desenzano per il reato di atti osceni, al termine di una lunga indagine da cui è stato possibile attribuirgli almeno una decina di episodi, commessi da ottobre a maggio sia a Desenzano che a Rivoltella, nei parchi pubblici o all’esterno (ma in vicinanza) degli istituti scolastici. Le sue vittime preferite erano appunto ragazzine ancora minorenni, di età compresa tra i 13 e i 17 anni: spesso in pieno giorno, si avvicinava a loro e cominciava una disinvolta sessione di auto-erotismo, con i genitali in bella mostra. È dallo scorso inverno che al Commissariato di via Dante sono arrivate le prime segnalazioni: vere e proprie denunce firmate dai genitori delle ragazze che si trovavano di fronte al maniaco in azione. FINO A QUEL momento l’aveva sempre fatta franca: quando la giovane si accorgeva di lui, e correva a chiamare aiuto o provava ad allertare le forze dell’ordine, lui si era già defilato, scappando a piedi o in macchina. Ma proprio grazie all’auto utilizzata in più occasioni per fuggire gli investigatori della Polizia di Stato sono riusciti a rintracciarlo: senza avere il numero di targa, perché dalle testimonianze erano emersi solo il colore e il modello, ma con l’ausilio delle immagini delle telecamere della videosorveglianza cittadina e con la preziosa collaborazione del comando di Polizia locale. Il cerchio si è così stretto intorno all’imprendibile maniaco. Incrociando tutti gli elementi a disposizione, dal Commissariato sono riusciti a isolare l’auto sospetta, che aveva tutte le caratteristiche di quella descritta da vittime e testimoni. Dall’automobile si è arrivati all’identificazione del suo proprietario: un ragazzo pulito e senza precedenti, italiano e residente proprio a Desenzano. A prima vista un insospettabile, ma che celava dietro al suo aspetto innocuo una seconda vita, e una personalità da maniaco: nell’ambito delle indagini è stata eseguita anche l’inevitabile perquisizione domiciliare, con conseguente sequestro di tutte le apparecchiature informatiche, tra cui il suo smartphone e il suo personal computer. I due supporti nascondevano la cronaca per immagini (anche video) di buona parte delle sue oscene performance. Le conclusioni investigative sono state pienamente condivise dalla Procura di Brescia, che in questi giorni ha emesso il provvedimento di chiusura delle indagini preliminari, indagando il maniaco per atti osceni, articolo 527 del Codice penale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA