Tira: «L’istituzione decide Ma spero che il progetto sia stato migliorato»

Il Magnifico Rettore Maurizio Tira
Il Magnifico Rettore Maurizio Tira (BATCH)
ALESSANDRO GATTA13.03.2018

Quando era assessore a Desenzano, uno dei Comuni più severamente coinvolti dai futuri cantieri della Tav Brescia-Verona, aveva «fatto quello che doveva fare», parole sue, presentando decine di osservazioni, proponendo un progetto alternativo e chiedendo il rifacimento della Valutazione di impatto ambientale dell’opera. ADESSO, divenuto Magnifico Rettore dell’Università di Brescia, Maurizio Tira è chiamato dal suo ruolo a fare un passo di lato, a tirarsi fuori dalla mischia. Ma anche da accademico, da ingegnere e urbanista, un auspicio lo può lanciare: «Mi auguro che la versione finale del progetto, quella che verrà cantierizzata, recepite le osservazioni degli enti locali sia migliore della precedente, soprattutto in termini di impatto dei cantieri». Auguri, auspici, speranze. Forse è davvero rimasto poco altro da dire e da fare, adesso che anche la Corte dei Conti ha dato il via libera al progetto da 2 miliardi e mezzo. Tramonta così l’ipotesi di un progetto alternativo: il potenziamento tecnologico della linea storica, in alternativa al nuovo «corridoio», che era stato proposto 3 anni fa da 7 Comuni di cui Desenzano, al tempo con Maurizio Tira assessore all’urbanistica, era capofila. Era un’ipotesi avvalorata da uno studio scientifico commissionato dai sette municipi coinvolti, oltre a Desenzano anche Castelnuovo, Peschiera, Ponti sul Mincio, Pozzolengo, Sona e Sommacampagna, ma non ha fatto breccia. «Erano altri tempi, e io avevo un altro ruolo che ormai appartiene al mio passato», spiega Maurizio Tira, Magnifico Rettore dell’Università di Brescia fino al 2022. Ma nessuna abiura: «Sono convinto - chiarisce il Rettore - che il Comune fece tutto quello che doveva fare, e bene. Comunque l’avevamo detto fin da subito: niente barricate o contestazioni, ma una serie di proposte utili alla ridefinizione del progetto». Progetto che in effetti si annuncia un po’ diverso dalla versione che nel 2014 venne fornita ai Comuni, i quali risposero con centinaia di osservazioni poi diventate prescrizioni, in pratica dei correttivi. «OBIETTIVAMENTE non c’è molto altro da dire - aggiunge il professor Maurizio Tira - perché quando le istituzioni fanno le proprie scelte, queste scelte vanno accettate. Certo anche la progettazione esecutiva è un momento molto importante, e si spera che possa sempre migliorare quello che c’è già: nel caso della Tav, ad esempio migliorandone l’impatto sul territorio, o riducendo il peso dei cantieri». Quanto sarà stato migliorato, si vedrà quando verrà diffusa la versione finale, tenuta finora nei cassetti. Si sa che alcune delle osservazioni che furono proposte dai Comuni le ritroviamo oggi fra le prescrizioni della delibera Cipe. E forse è davvero troppo tardi per chiedere di più.