Scoperta la gang
delle rapine
alle coppiette

Le due pistole finte, repliche perfette, trovate nell’auto della banda
Le due pistole finte, repliche perfette, trovate nell’auto della banda
Alessandro Gatta 16.01.2019

Musica romantica dall’autoradio, luci soffuse, sedili reclinabili e posteggio appartato, lo scenario tipico di un incontro intimo. Bruscamente interrotto però da una triade di violenti aggressori. Erano gli specialisti delle rapine alle coppiette, che la scorsa estate hanno concluso almeno quattro colpi, in una decina di giorni, in una strada di campagna tra Lonato e Desenzano. LA BUONA NOTIZIA è che sono stati tutti beccati dal Commissariato della Polizia di Stato di Desenzano, dopo una lunga e difficile indagine: la banda si componeva di un ragazzo di 22 anni residente a Brescia, che è già in carcere, di un 32enne di Goito attualmente indagato, il terzo di 26 anni che abita a Canneto sull’Oglio ma al momento risulta irreperibile. Sono tutti di nazionalità marocchina. Concluse le indagini, è scattata la richiesta della Procura al Gup di rinvio a giudizio per i reati di rapina pluriaggravata e lesioni. Nel giugno scorso hanno messo a segno i loro colpi (quasi) perfetti: si avvicinavano alle coppie appartate in auto e le aggredivano alle spalle, minacciandole con armi vere e finte. In alcuni casi con pistole giocattolo, fedeli riproduzioni delle originali, in altri puntando un coltello alla gola per farsi consegnare il Pin del bancomat. Quattro volte in dieci giorni, in cui sono riusciti a rapinare soldi, orologi, cellulari e carte di credito. Rapine violente: minacce, calci e pugni, tra le vittime anche un 42enne di Carpenedolo che dopo le botte è finito in ospedale con sette giorni di prognosi. Raccolte le denunce, in pochi giorni di indagini è arrivata la svolta: a fine giugno una volante del Commissariato è stata chiamata a intervenire per un’aggressione in un locale del centro di Desenzano. Qui un ragazzo era stato prima minacciato con una pistola e poi picchiato, per aver rifiutato una sigaretta al suo aggressore, che poi è scappato: il giovane in fuga è stato ripreso a poche centinaia di metri di distanza, nascosto tra i giochi per bambini del parco Maratona. In tasca nascondeva una pistola giocattolo, replica di una Beretta, oltre alle chiavi di un’auto. GLI AGENTI hanno ritrovato la vettura, dello stesso modello e colore segnalato dalle coppiette rapinate: al suo interno anche un coltello e un’altra pistola giocattolo. Su queste evidenze è diventato il primo sospettato per le rapine in campagna: le indagini seguenti, basate su individuazioni fotografiche, analisi dei tabulati, esame delle registrazioni della videosorveglianza di Lonato e Desenzano, perquisizioni e sequestri, hanno permesso così di individuare anche gli altri componenti della banda. Missione compiuta: la Procura della Repubblica ha emesso decreto di conclusione delle indagini preliminari, avviando così la richiesta di rinvio a giudizio. •