Desenzano,
Terme dal sogno
all’incubo

L’area della concessione termale, davanti al Vò di Desenzano
L’area della concessione termale, davanti al Vò di Desenzano (BATCH)
Alessandro Gatta 20.02.2018

Naufragherà il sogno delle Terme di Desenzano? La domanda è lecita dopo il pubblico e amaro sfogo di Franco Visconti, il numero uno della società che dal 2012, con l’appoggio di alcuni albergatori, è in campo per creare una fonte termale che possa aprire nuove e grandi prospettive di rilancio turistico.

LA SORGENTE di acqua calda c’è (e sui fondali del lago davanti al Vò), la concessione per scavare c’è, ma mancano soci e capitali sufficienti per arrivare fino in fondo a un investimento tanto promettente quanto impegnativo. E adesso è tramontata anche la speranza, espressa da Visconti nei mesi scorsi, che l’ente pubblico entri nella partita come socio sostenitore. «Posso solo confermare che il Comune ha rinunciato ufficialmente - scrive Visconti - a discutere l’auspicata, anche se solo eventuale, partecipazione alla società Terme di Desenzano srl. Una decisione inattesa, forse frutto di affrettate valutazioni, che riducono l’entusiasmo proprio quando tutte le difficoltà burocratiche sono risolte». Visconti parla di un «documento ufficiale» del Comune che chiude alla proposta di la partecipazione dell’ente pubblico, per un aiuto anche economico nello scavare un pozzo da 800 mila euro.

UN DURO COLPO per la Terme di Desenzano srl, che aveva appena ottenuto il nulla osta della Provincia per procedere agli scavi e all’estrazione del prezioso «oro blu»: acqua calda a circa 60 gradi, che verrebbe prelevata a oltre un migliaio di metri di profondità davanti al Vò. Ma lo scoglio insormontabile è ancora quello economico: «Le cifre non sono cambiate - spiega a Bresciaoggi - così come non è cambiata l’idea che abbiamo di un futuro termale per Desenzano, ancora più oggi con le autorizzazioni siamo arrivati a un punto importantissimo, mai raggiunto prima». E ancora: «L’impegno del Comune avrebbe aperto nuove possibilità di contributi regionali, che per identiche iniziative di scavo Iseo ha ottenuto». Qualche rimpianto, ma senza polemiche: «Non voglio andare contro nessuno - conclude Visconti - ma la decisione del Comune è questa. Noi non ci fermiamo: organizzeremo una conferenza stampa in cui spiegheremo tutto».

E IL SINDACO? Guido Malinverno spiega che per il Comune ci sono dei limiti nella partecipazione a imprese di questo tipo: «Non saremo mai contrari a una futura attività termale a Desenzano - chiarisce - ma non esiste che un Comune debba investire per un’attività privata, e soprattutto per quelle cifre, centinaia di migliaia di euro. È un problema anche di legge, di Corte dei Conti. A Franco Visconti abbiamo spiegato che quando farà le Terme gli saremo vicini: daremo una mano per i parcheggi, la viabilità, i marciapiedi. Ma nessun Comune può permettersi di finanziare iniziative private, di mettere dei soldi per un’avventura.