Desenzano «Chiedevano aiuto, nessuno si fermava»Desenzano | Desenzano

«Chiedevano
aiuto, nessuno
si fermava»

Passanti sul lungolago di Desenzano: qui il turista ha avuto un malore
Passanti sul lungolago di Desenzano: qui il turista ha avuto un malore
Alessandro Gatta 16.10.2018

Una bella storia di solidarietà umana, nel circolo vizioso di un’indifferenza ormai troppo diffusa: è stato l’unico a fermarsi, l’unico a rispondere alle richieste disperate di una turista olandese che in preda al panico, e quasi in mezzo alla strada, chiamava aiuto per suo marito, colpito da un infarto sul lungolago di Desenzano.

L’EROE PER CASO è di Moniga: classe 1990, si chiama Luca Glorioso ed è il titolare del ristorante-pizzeria Sagittarius, di fronte alla farmacia, a due passi dalla piazza. Per diventare «eroe» non ha fatto niente di particolare: ha solo chiamato un’ambulanza per un turista che stava male. Ma a renderlo un eroe c’è il fatto inquietante che tutti gli altri passanti, sia in auto sia a piedi, tiravano dritto facendo finta di niente, mentre l’olandese rischiava di morire e la moglie chiedeva soccorso trovando solo indifferenza. Luca invece è sceso al volo dalla sua moto, all’incrocio tra via Roma e via Gramsci, ed è corso sugli scogli dove un turista olandese di 52 anni stava soccombendo a un severo attacco cardiaco. «Passavo in moto quando ho visto una donna che cercava di fermare le auto, che chiedeva aiuto in inglese - racconta il 28enne di Moniga - e non ci ho pensato due volte: mi sono fermato e sono andato a vedere. Nella mia vita non ho mai visto un uomo stare così male: era seduto sugli scogli oltre il marciapiede, ancora cosciente, ma sudava tantissimo. La moglie era disperata, non sapeva cosa fare: allora ho chiamato subito il 112 e sono rimasto con loro in attesa dell’ambulanza, cercavo di tenerlo sveglio, di parlare con lui». In pochi minuti sono arrivate ambulanza e automedica: tempo di caricarlo sulla barella e il 52enne è andato in arresto cardiaco. È stato rianimato a lungo, poi trasferito d’urgenza in ospedale: è rimasto qualche giorno in terapia intensiva, poi in Cardiologia. Una buona notizia: non è più in pericolo di vita.

QUESTIONE DI SECONDI e non ce l’avrebbe fatta: «Non voglio prendermi meriti per una cosa che tutti noi dovremmo fare - spiega Luca - ma sono stupito di tutta quella gente che non si è fermata, chi in macchina ha tirato dritto e chi a piedi ha fatto finta di niente». Tutto è bene quel che finisce bene: «Ho chiamato in albergo tutti i giorni la coppia di turisti, che alloggia al Villa Rosa di Desenzano, finché non mi hanno detto che era fuori pericolo. Sono contento di essere stato d’aiuto». Ringraziamenti inevitabili, e meritati: la moglie ha mobilitato l’intero albergo per riuscire a rintracciare il salvatore di suo marito.