Entra nella chiesa per
rubare: «Arrestato»
dai parrocchiani

Il rapido intervento dei carabinieri ha posto fine alla situazione di tensione all’interno della chiesa
Il rapido intervento dei carabinieri ha posto fine alla situazione di tensione all’interno della chiesa
Nicola Alberti 17.04.2018

In chiesa a quell’ora non doveva esserci nessuno, ma l’oratorio era pieno di ragazzi che si sono accorti di una anomala presenza e lo hanno «affidato» ai carabinieri, non prima di avergli impedito di rubare o di fare danni. IN ARRESTO è finito un cittadino italiano, residente a Desenzano, che nella parrocchiale di Bedizzole domenica sera non era entrato per pregare o confessarsi. L’incontro ravvicinato tra il presunto ladro e i parrocchiani ha vissuto anche attimi concitati, ma niente di violento. «Tra le dieci e le undici di domenica sera - racconta don Franco Dagani - alcuni ragazzi dell’oratorio hanno visto le luci accese in chiesa: il timore di tutti era che ci fosse all’interno qualcuno di non autorizzato». Qualcosa di strano, in effetti: solitamente a quell’orario la splendida chiesa parrocchiale di Bedizzole è chiusa, ma non il vicino oratorio intitolato a San Giovanni Bosco, dove i ragazzi si ritrovano la domenica sera. E sono stati proprio loro a dare l’allarme. «I ragazzi mi hanno chiamato - prosegue nel suo racconto don Franco - e appena siamo andati a controllare abbiamo visto un uomo dentro la chiesa. Uno sconosciuto, che non doveva trovarsi lì». L’intruso, a quanto si è appreso, aveva già messo in subbuglio vari oggetti, probabilmente alla ricerca di qualcosa da rubare, e avrebbe tranquillamente potuto portare a termine questo piano se proprio i ragazzi non lo avessero sorpreso con le mani nel sacco, poco prima che si allontanasse con il bottino. Su quanto è accaduto durante il «faccia a faccia» le versioni divergono: chi dice ci sia stato un vero e proprio scontro fisico, con il ladro a strattonare le persone nel tentativo di aprirsi una via di fuga, chi dice che ci sia stato semplicemente un po’ di parapiglia, dopodiché il ladro sarebbe stato convinto a desistere fino all’arrivo dei carabinieri. IN EFFETTI nessuno si è fatto male: non si lamentano contusi, dunque il faccia a faccia non deve essere stato qualcosa di particolarmente violento o concitato. Anche perché in brevissimo tempo sono arrivati a carabinieri a risolvere la situazione. Meglio così. Anche don Franco su questo aspetto minimizza: «Non sappiamo se si fosse nascosto in chiesa - conclude il parroco - o se fosse entrato dopo la chiusura, ma quando abbiamo visto le luci abbiamo chiamato i carabinieri che l’hanno portato a Desenzano. Quanto alla eventuale refurtiva, niente da rilevare: da qui non ha portato via nulla». L’uomo sarebbe stato processato per direttissima e condannato a sei mesi, pena sospesa con l’obbligo di firma alla Stazione dei carabinieri di Desenzano. •

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