Approvata la Tav:
la Brescia-Verona
parte dopo 25 anni

Alta velocità in partenza: 25 anni dopo il progetto di massima la Tav Brescia-Verona ha superato l’ultimo di una infinita serie di esami
Alta velocità in partenza: 25 anni dopo il progetto di massima la Tav Brescia-Verona ha superato l’ultimo di una infinita serie di esami (BATCH)
Valentino Rodolfi23.01.2018

Squilli di tromba, rullìo di tamburi, anzi no. Con una sola parolina proveniente da Roma («approvato»), senza il clamore di annunciazioni urbi et orbi, il progetto definitivo della Tav Brescia-Verona ha superato anche l’ultimo ostacolo e può adesso dirsi «approvato», definitivamente. Non servono altri passaggi: è finita, è fatta.

DOPO 25 ANNI dal progetto di massima, comparso nel 1993, mancava solo il timbro della Corte dei Conti ed è arrivato: il mega progetto ha superato il «controllo preventivo di legittimità», che si chiama preventivo ma è in realtà l’ultimo della serie. L’atto potrà essere pubblicato in Gazzetta ufficiale e poi scatterà l’apertura dei cantieri: il primo lotto funzionale è quello della galleria tra Lonato e Desenzano e l’inizio dei lavori si può a questo punto collocare intorno al mese di aprile, forse prima. Seguiranno anni di cantieri: ufficialmente 7 anni e 3 mesi, ma le Fs contano di finire l’opera entro 5 o 6 anni dal primo colpo di piccone. Da quando il 10 luglio è stato deliberato dal Cipe il progetto definitivo della nuova linea Av/Ac Brescia-Verona, la delibera ha svolto tutti i passaggi di legge: fatta la redazione definitiva del provvedimento a cura del Dipe; fatta la verifica sugli impatti di finanza pubblica del ministero dell’Economia e delle finanze; fatta la formalizzazione del presidente del Comitato interministeriale per la programmazione economica; chiusa, adesso, l’istruttoria della Corte dei conti. A questo punto l’atto potrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e avere forza di legge in 15 giorni, contestualmente alla firma del contratto con il consorzio CepavDue, che monterà i cantieri sui terreni espropriati alla bisogna e realizzerà l’opera. L’ultimo «brivido» in novembre era stato un respingimento della pratica, causa «incompletezza documentale», da parte della Corte dei Conti, che aveva rispedito il dossier al ministero delle Infrastrutture. Integrato con i documenti richiesti, il progetto era tornato all’esame della Corte mercoledì scorso, il 17 gennaio, e in tempi rapidissimi è stato approvato.

LA DELIBERA all’esame della Corte di Conti era riferita alla prima «tratta funzionale» dell’alta velocità, quella che va dal «Lotto Brescia-Est» in territorio di Mazzano fino al «nodo di Verona escluso». La tratta da Mazzano fino alle porte di Verona è quella che il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha finanziato con 1.892 milioni di euro sul totale di 2.499 milioni dell’intera opera: riguarderà non solo i Comuni attraversati (Mazzano, Calcinato, Lonato, Desenzano e Pozzolengo, a cui si attaccheranno poi Rezzato e Brescia città), ma anche la «bonifica» dei Comuni dell’hinterland che erano stati interessati da opere preparatorie del fantomatico «shunt» previsto fra Travagliato e Montichiari a sud della città, poi eliminato.

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