Vaccini,
a Brescia
copertura al 94,8%

Lisa Cesco 19.07.2018

La copertura vaccinale nel Bresciano ha raggiunto la soglia del 95 per cento per quasi tutte le vaccinazioni introdotte dalla legge dell’obbligo. La media, secondo i dati di Ats Brescia, è del 94,8 per cento di copertura complessiva. Un traguardo importante perché, superata la soglia del 95 per cento, si può parlare di immunità di gregge: condizione in cui gli agenti patogeni responsabili di pertosse, parotite e altre malattie hanno poche possibilità di circolare, dal momento che tante persone sono vaccinate e quindi non diffondono la malattia. L’immunità di gregge o di comunità è fondamentale per proteggere l’intera popolazione, e in particolare per mettere al sicuro chi non può essere vaccinato (si pensi ai bambini immunodepressi, o con particolari patologie che sconsigliano l’immunizzazione).

RIMANE però ancora sotto la soglia – e più bassa rispetto alla media lombarda - la copertura contro una delle malattie che ultimamente ha destato preoccupazioni, il morbillo, che a Brescia si ferma al 93,4 per cento per le coorti 2014 e 2015, pur essendo in netto miglioramento (prima dell’introduzione dell’obbligo vaccinale era pari a 90,4 per cento per la coorte 2014 e al 87,5 per cento per la coorte 2015). Anche a livello regionale si è raggiunto il target del 95 per cento per quasi tutte le vaccinazioni obbligatorie, come ha reso noto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, comunicando i dati delle 8 Ats lombarde al 30 giugno scorso, riferiti alle coorti 2014 (aggiornamento a 36 mesi) e 2015 (aggiornamento a 24 mesi). Più alta rispetto al dato bresciano la media lombarda di copertura contro il morbillo: a livello regionale «sia per la coorte 2014 che per quella 2015 è stata raggiunta la copertura del 95 per cento – afferma Gallera -. Dal 31 dicembre 2017 siamo passati per la coorte 2014 dal 94,5 al 95,3 per cento e per quella del 2015 dal 93,9 al 95 per cento». Restano ancora un po’ sotto la soglia le coperture delle coorti dal 2010 al 2001, per le quali non era prevista l’esclusione da scuola, comunque cresciute di almeno un punto percentuale da dicembre 2017 a giugno 2018 (per la coorte 2010 la copertura contro il morbillo, ad esempio, è passata dal 90,8 al 92,1 per cento). Preoccupazione viene espressa dal gruppo Pd in Regione, per voce del capodelegazione in commissione sanità, il bresciano Gian Antonio Girelli, sull’iniziativa sposata dal ministro della Salute Giulia Grillo, volta ad introdurre una autocertificazione delle vaccinazioni come “lasciapassare” per l’iscrizione a scuola. «Visto anche il miglioramento della copertura, chiediamo all’assessore di confermare in Lombardia l’obbligatorietà ed evitare l’autocertificazione, che può diventare una pratica pericolosa – afferma Girelli -. Come ci ha ricordato il professor Garattini intervenendo in Consiglio, la scienza non può essere materia di contrattazione». In una prospettiva più ampia il Pd ha chiesto più impegno sulla prevenzione in sanità, censurando la proroga del piano regionale in materia.

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