Uccisa e data alle fiamme Tragico giallo tra i vigneti

Gli uomini della scientifica hanno lavorato fino al calare del buio e torneranno questa mattina sulla scena del crimine per refertare l’area del ritrovamento  SERVIZIO FOTOLIVEI carabineri hanno sigillato la zona dei ritrovamento e impedito l’accesso alla strada di campagnaPer diverse ore via Lovera a Erbusco è rimasta bloccata
Gli uomini della scientifica hanno lavorato fino al calare del buio e torneranno questa mattina sulla scena del crimine per refertare l’area del ritrovamento SERVIZIO FOTOLIVEI carabineri hanno sigillato la zona dei ritrovamento e impedito l’accesso alla strada di campagnaPer diverse ore via Lovera a Erbusco è rimasta bloccata
Giuseppe Spatola 19.01.2019

La svolta del giallo potrebbe essere incisa all’interno di due anelli che il fuoco non ha distrutto, lasciandoli integri alle dita della mano sinistra. Intanto è mistero fitto sul ritrovamento del cadavere carbonizzato di una donna tra i vigneti di Erbusco. A dare l’allarme è stato un ciclista che, intorno alle 16 di ieri, ha notato un moncone nero macchiare l’erba sul ciglio di una strada interpoderale che si apre lungo via Lovera. «C’è un corpo carbonizzato», ha detto attonito al telefono ai carabinieri. Si tratterebbe di una donna di carnagione chiara, tra i 25 e i 40 anni, ma dovrà essere l’analisi del Dna a stabilirne con certezza l’identità. Già questa mattina l’autopsia potrà rilevare indizi grazie proprio ai due anelli rimasti integri. I militari confidano che all’interno di uno dei due, che pare una fedina in oro, possano esserci un nome o una data capace di indirizzare le indagini. Per il resto accanto al cadavere carbonizzato non è rimasto nulla se non la cenere impastata al fango dalla pioggia caduta giovedì. Particolari che stamattina saranno ripresi dalla Scientifica dei carabinieri, che dopo i primi rilievi ha deciso di rimandare l’ulteriore sopralluogo con la luce del sole. Il viottolo che si apre su via Lovera costeggia le mura di un residence di lusso e, facendosi largo tra le viti, sbuca in un bosco che guarda dall’alto il centro di Erbusco. Una via molto battuta da runner e ciclisti, a pochi minuti dal casello autostradale della A4 e a uno sguardo dalla prima abitazione. «Si tratta di omicidio», hanno confermato i vertici della Procura di Brescia con il sostituto procuratore Teodoro Catananti, che ha aperto un’inchiesta contro ignoti. Sul posto anche il procuratore facente funzione Carlo Nocerino. Ma per ora gli stessi inquirenti non si sbilanciano facendo mere ipotesi e incrociando gli appelli per le donne scomparse negli ultimi giorni. Al vaglio dei carabinieri anche le denunce di scomparsa presentate non solo nel Bresciano, ma anche nelle province vicine, da Bergamo a Cremona a Mantova. Al vaglio in particolare ci sarebbe l’appello per una donna bergamasca di 42 anni scomparsa mercoledì da Cenate Sotto (Bergamo), il cui marito sarebbe stato ascoltato nelle scorse ore. Illazioni che potranno trovare corpo soltanto con la conferma dell’identità del cadavere carbonizzato. L’unica certezza è che chi ha appiccato le fiamme avrebbe ucciso la donna lontano da via Lovera, per poi trascinare il corpo fino al cuore della campagna di Erbusco. Una convinzione confortata dai fatti e dal cerchio di lapilli molto ridotto: segno che il cadavere è stato composto e appoggiato a terra per cospargerlo meglio di liquido infiammabile. Per il resto la zona scelta come tomba di fuoco è una facile via d’accesso e fuga per chiunque conosca la zona. I sentieri di Erbusco di giorno sono molto frequentati e fino a ieri nessuno aveva notato nulla di strano. È PRESUMIBILE che il rogo mortale sia stato acceso tra mercoledì notte e giovedì, prima che sulla zona iniziasse a piovere. I video di una delle case all’interno del residence potrebbero mostrare la via che si inerpica verso i boschi costeggiando il lussuoso complesso residenziale dove nessuno ha visto nulla. Non solo. L’esame autoptico potrà chiarire anche come è stata uccisa la donna: il cranio sfondato potrebbe far propendere per l’uso di un corpo contundente. Ma il giallo, per ora, rimane fitto aspettando la svolta magari dal nome inciso all’interno di uno dei due anelli. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it