Travolto e ucciso
Dolore e lacrime
per papà Ottavio

Ottavio Pini: aveva 56 anni
Ottavio Pini: aveva 56 anni
Valerio Morabito03.11.2017

C'è una flebile luce che trapela dalle tende della villetta a schiera di via Domenico Denicotti, l’abitazione di Pontevico in cui viveva Ottavio Pini. La figlia, Marcella, è seduta sul divano ed è avvolta, in parte, da una copertina. Nei suoi occhi ci sono ancora gli attimi drammatici in cui il padre ha perso la vita. La 24enne comprensibilmente non parla, è ancora sotto shock, ricorda poco o nulla dell'investimento e si è chiusa in un doloroso e dignitoso silenzio.

NEL FRATTEMPO le indagini sulla vicenda che si è verificata a Bassano Bresciano vanno avanti. Da chiarire se il 56enne nel momento in cui stava spingendo l'automobile della figlia Marcella lungo la 45 bis indossasse o meno il giubbotto catarifrangente.

In realtà nessuno dei familiari ha voluto parlare dell'incidente. Soltanto la moglie Paola e l’altra figlia Federica hanno avuto la forza di raccontare chi era il marito e padre, quali erano le sue passioni e il legame speciale con la famiglia. «Questa casa parla di lui - ha ricordato la vedova -. Qui si trova tutto ciò che amava». A Ottavio Pini piaceva suonare il mandolino e anche la chitarra. Era un autodidatta e si dilettava a suonare con amici. Tra l'altro c'è un mandolino appeso ad un muro della casa di Pontevico. Di solito li acquistava nei mercatini della zona per poi restaurarli. Ecco, dunque, la seconda passione di Ottavio Pini. Il 56enne, originario di Manerbio, amava lavorare il legno. «La scalinata che dal piano terra conduce al primo piano l'ha fabbricata lui», ha ricordato la moglie Paola. Ma non solo. La vena artistica di Ottavio Pini è ben visibile anche in cucina, dove con il legno aveva realizzato diversi mobili. «Era una persona con la battuta sempre pronta - ha aggiunto l'altra figlia Federica -. Come uomo ha lasciato il segno, molto ironico e carismatico».

Gli altri parenti, che sono arrivati in via Denicotti per stringersi alla moglie e alle figlie, hanno ricordato Ottavio Pini come «una persona innamorata della propria famiglia, che adorava in particolar modo le figlie». Il 56enne, in sostanza, era un uomo che si faceva volere bene. Tanti gli amici a Pontevico, ma anche a Manerbio, che in queste ore si sono stretti alla moglie Paola per porgere le porprie condoglianze. Lo stesso dolore è trapelato nella fonderia di Pavone Mella, dove Ottavio Pini svolgeva la mansione di manutentore.

Un altro aspetto che i familiari hanno voluto mettere in evidenza è la «sensibilità sociale» di Ottavio. Non a caso, in questi anni, era stato operatore per il recupero dei tossicodipendenti in un centro a Pontevico. Un gesto che sintetizza bene il carattere altruista del 56enne.

Oggi con grande probabilità si dovrebbe svolgere l'autopsia sulla salma che è stata ricomposta all'obitorio del Civile di Brescia. Poi i familiari, in attesa di firmare gli ultimi documenti per le pratiche in corso, dovrebbero ottenere il nullaosta dal magistrato per riportare il corpo a casa e dare l'ultimo saluto ad Ottavio con una cerimonia funebre che si svolgerà nella chiesa del paese della Bassa.

È FACILMENTE prevedibile che sarà l’intero paese a stringersi attorno alla famiglia straziata, a chi è stato scaraventato in una tragedia di proporzioni immense. E questo ovviamente non solo per il vuoto che Ottavio lascia tra i familiari, ma anche per la dinamica, per il fatto che lo slancio d’affetto e d’aiuto di un padre si è trasformato nel presupposto per l’inizio della fine. A Pontevico questi non sono i giorni in cui si pensa ai rilievi e agli accertamenti della Stradale, che pure stanno procedendo. Sono i giorni del vuoto più grande in cui la forza e la potenza del dramma si ripercuotono sui sentimenti e sull’affetto che Pontevico prova per Ottavio Pini, una persona garbata e dall’animo gentile che con le sue note riscaldava i cuori e con la sua passione artigiana ridava vita agli strumenti musicali.

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