Tragica carambola:
muore chef
di 25 anni

Vigili del fuoco impegnati ad estrarre il corpo dalle lamiereLa scena che si è presentata a Vigili del fuoco e soccorritori. Nel riquadro la vittima Simone BrusaroscoLa violenza dell’impatto ha letteralmente distrutto la 600 dello chef
Vigili del fuoco impegnati ad estrarre il corpo dalle lamiereLa scena che si è presentata a Vigili del fuoco e soccorritori. Nel riquadro la vittima Simone BrusaroscoLa violenza dell’impatto ha letteralmente distrutto la 600 dello chef
Mario Pari08.11.2017

I suoi sogni si sono spezzati alle 2.30 di notte lungo l’autostrada che avrebbe dovuto portarlo nel Milanese. Dove, postava sul social, quei sogni sarebbero dovuti «diventare ambizioni». È finito tutto e per sempre in un incidente che non ha lasciato scampo a Simone Brusarosco. Aveva 25 anni e nel cuore e nella mente la ristorazione ad alti livelli, con tutte le carte in regola per farcela. Originario della provincia di Vicenza, risultava residente a Perugia, ma viveva nel Milanese. E in provincia di Milano era diretto, mentre viaggiava lungo l’autostrada A4, tra Brescia est e Brescia Centro. Era stato in Veneto. Un viaggio lungo un percorso conosciuto, chilometri, però da macinare in piena notte. Poco più di un’ora e sarebbe stato a casa. Ma tutto - o forse poco più di un niente - è andato diversamente. Questione di istanti, quelli che gli hanno impedito di evitare la perdita di controllo dell’auto mentre viaggiava in autostrada, nel territorio del comune di Brescia. La sua auto, una Fiat «600», è finita contro il guardrail per poi tornare sulla carreggiata, tra la seconda e la terza corsia. Si è messa quasi di traverso, in modo da vanificare l’apporto dei fari, praticamente perpendicolari rispetto alla direzione in cui stavano viaggiando gli altri veicoli. Così una «Golf» si è trovata improvvisamente davanti l’utilitaria - al buio e di traverso - e non ha potuto evitare il violentissimo impatto.

SIMONE BRUSAROSCO non ha avuto scampo. La «Golf» del resto è entrata in pieno nella fiancata sinistra della sua auto, quella del conducente, devastandola con le terribili, comprensibili conseguenze per chi si trovava all’interno.

I soccorsi sono stati allertati immediatamente, c’è stato chi ha assistito all’incidente e non ha perso tempo. Così, lungo la carreggiata dell’A4 sono arrivati vigili del fuoco, poliziotti del distaccamento di Verona Sud, operatori sanitari inviati dal servizio d’emergenza 112. Ma non si è potuto fare nulla per salvare il giovane chef. I due uomini e la donna che erano sulla Golf sono stati invece portati in ospedale. Il più grave ne avrà per una trentina di giorni. La notizia, sin dalle ore successive allo schianto si è diffusa tra quanti conoscevano il giovane. Grande il dolore tra chi lavorava con lui nel ristorante-pizzeria di Garbagnate Milanese. Brusarosco viene descritto come «una persona che sapeva farsi benvolere da tutti», un «amico fraterno prima ancora che un collega». E in lui «avevano visto uno chef con un futuro anche colleghi già affermati». Era lì da un anno e i sapori, i loro intrecci, erano sempre più la sua vita.

ORA RIMANE DIFFICILE capire perchè la Fiat 600 del padre, su cui viaggiava, ha sbandato finendo addosso al guardrail e rimbalzando nella carreggiata. Forse un colpo di sonno, un attimo di stanchezza, un malore. Un istante sbagliato pagato al prezzo più alto: la vita. Le lesioni sono state riportate principalmente a livello toracico e cranico.

La scena che si è presentata ai soccorritori, con l’utilitaria ridotta ad un ammasso di lamiere, era terribile. Tutti hanno cercato di fare subito il possibile per salvare il giovane, con un lavoro enorme per i vigili del fuoco nel tentativo di estrarlo dalle lamiere. Tutto inutile. L’autostrada non è mai rimasta chiusa al traffico. Fino al mattino i poliziotti sono stati impegnati nei rilievi, mentre i vigili del fuoco si occupavano della rimozione dei veicoli massacrati dal terribile schianto.

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