Tensione e spari
per una lite
tra famiglie

La lite tra nomadi sarebbe scaturita dai dissidi  tra i parenti di una coppia di due diversi campiLe indagini dei carabinieri hanno condotto diverse pattuglie al campo nomadi di Rezzato dove sono stati condotti gli accertamenti   FOTOLIVE
La lite tra nomadi sarebbe scaturita dai dissidi tra i parenti di una coppia di due diversi campiLe indagini dei carabinieri hanno condotto diverse pattuglie al campo nomadi di Rezzato dove sono stati condotti gli accertamenti FOTOLIVE
Paola Buizza 03.11.2017

Una lite, un tamponamento fra auto, infine alcuni spari e la fuga. Testimonianze confuse che per alcuni momenti hanno fatto pensare a scene da far west a Roncadelle, nel «triangolo commerciale» compreso tra l'Auchan, la Decathlon ed Elnòs, con propaggini estese fino a Rezzato.

In realtà si è trattato «solo» di una lite famigliare tra nomadi, dai toni troppo accesi. Nessuna denuncia, nessun arresto al termine della lunga giornata di indagini, ma i carabinieri della compagnia di Brescia guidati dal capitano Lorenzo Provenzano, che hanno affiancato al ruolo di investigatori anche quello insolito di pacieri, dovranno mantenere alta l’attenzione sui campi nomadi in questione, per evitare che la situazione degeneri.

L’ALLARME È SCATTATO verso le 12.30 di ieri e solo in tarda serata è stato possibile mettere assieme fatti e testimonianze che hanno generato non poco allarme, soprattutto tra i cittadini che si sono ritrovati involontari spettatori di scene fuori dall’ordinario. «C’è una lite e qualcuno sta sparando» avrebbero raccontato in modo concitato al Nue 112 alcuni automobilisti in transito nella zona di Roncadelle. Testimonianze che, come spesso accade, si gonfiano di dettagli romanzati. Qualcuno avrebbe anche riferito di proiettili sparati da un lato all’altro della tangenziale Sud. La sola parola «sparatoria» ha mobilitato le forze dell’ordine: i carabinieri, col supporto della polizia, hanno dispiegato diverse pattuglie sul territorio. Il primo capitolo delle indagini ha riguardato la ricerca oltre che dei protagonisti di eventuali bossoli di pistola, che non sono stati trovati. All’ora di pranzo era evidente che la matassa degli eventi era ancora tutta da districare. Un primo elemento è arrivato dal ritrovamento di due auto abbandonate sulla strada: una Volvo e un'Audi. Posizioni diverse per le vetture: una lasciata sul raccordo con la Sud quasi all'altezza di Elnòs, l'altra sulla tangenziale Sud in direzione Verona. Su entrambe i segni del tamponamento, con ogni probabilità non casuale ma voluto. Un tentativo di speronamento anche violento visto che una delle due vetture aveva gli airbag esplosi. Ma nessun foro di proiettile sulla carrozzeria. Dalle targhe i carabinieri sono risaliti ai proprietari. Informazioni che hanno condotto al campo nomadi di Rezzato. A quel punto la vicenda ha iniziato a prendere forma, a ridimensionarsi nei contorni ma, non per questo, ha fatto cessare l’allarme. L’origine del parapiglia sarebbe da attribuire al matrimonio tra un uomo e una donna appartenenti a due famiglie rivali. Quest’ultima, originaria del campo nomadi di Rezzato, in seguito alla cerimonia - celebrata già da tempo - si sarebbe trasferita dal marito, al campo nomadi di via San Zeno a Brescia.

I DISSIDI INIZIALI tra parenti si sarebbero ulteriormente aggravati con l’impossibilità per la famiglia della sposa di farle visita, completamente tagliati fuori dalla sua vita. Ieri, probabilmente al termine dell’ennesimo tentativo di avvicinarla, è successo il pandemonio e si è scatenata la rissa. I carabinieri non escludono che qualcuno abbia anche sparato dei colpi di pistola in aria. Di certo c’è stato un inseguimento con speronamento e le auto sarebbero state abbandonate una perché rimasta senza benzina, l’altra con la centralina in cortocircuito. Al termine dei controlli nei relativi campi nomadi, i carabinieri non hanno proceduto con arresti o denunce, ma le indagini e gli accertamenti - anche su eventuali armi - sono ancora in corso. La rivalità tra faide non è certo cosa nuova nel Bresciano e questa volta, senza feriti a bilancio, è andata bene. Ma la miccia rimane accesa.

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