Superiori, un’estate
sui libri per uno
studente su quattro

Sono sempre di più gli studenti costretti a «riparare» in estate
Sono sempre di più gli studenti costretti a «riparare» in estate
Magda Biglia 19.06.2018

Un ragazzo su quattro o cinque non passerà un’estate sfaccendata e senza pensieri. Più o meno la percentuale di giudizi sospesi nelle superiori cittadine oscilla dal 20 al 25 per cento in media, con punte al rialzo al liceo Gambara, 27 per cento, al liceo Arici, 26 e, soprattutto, al De André con quasi 39 per cento nelle seconde. Sono dati definiti nella norma dai dirigenti, come nella norma paiono i numeri delle bocciature che non sono poche. Spesso sono concentrate nelle medesime classi problematiche, e comunque nelle prime dopo il faticoso passaggio dalle medie, e nelle terze con la scelta dell’indirizzo dopo il biennio obbligatorio. Per esempio all’Itis Castelli in una terza la meccanica ha messo in crisi buona parte degli iscritti che dovrebbero essere riorientati, solo che l’istituto scoppia e non è semplice. In via Cantore è però soddisfatta la preside Simonetta Tebaldini perché la percentuale dei non ammessi alla classe successiva è calata dal 21 per cento al 19. «E’ una fetta che resta alta perché la nostra è una scuola difficile, però questo due per cento è frutto degli sforzi che facciamo per sostenere gli alunni in difficoltà, anche con compresenze», spiega.

FRA DIURNO e serale in quinta non potranno accedere all’esame in 19, su circa 300. In prima viene fermato oltre il 20 per cento pure all’Abba Ballini. Poi si scende fino al 10 delle quarte. Una trentina sono i non ammessi alla maturità, 14 al diurno e 16 al serale. Di questi rispettivamente 6 e 10 non sono stati nemmeno scrutinati per le assenze, hanno gettato loro stessi la spugna. Dal professionale Sraffa viene una buona notizia: in una terza e in una quarta dell’indirizzo socio-sanitario le studentesse sono state tutte promosse! E una sessione inedita di Maturità si avrà all’Einaudi di Chiari, dove per la prima volta in un tecnico è possibile l’Esabac, diploma italiano-francese. Passando ai licei, la good new arriva dall’Arici, con un solo bocciato su tutta la scuola, 70 iscritti. Anche al liceo Carli, solo 2 su 34 delle due quinte non avranno la possibilità dell’esame di Stato. «Degli altri non si sa ancora nulla perché il corso, essendo quadriennale, comincia l’1 settembre e finisce il 30 giugno» sottolinea la preside Donatella Preti. Come detto, al liceo De Andrè è alta la quota di color che son sospesi, sempre di parecchio superiore al 30 per cento tranne che in quarta, mentre le bocciature sono sì quasi al 10 per cento nel primo anno ma poi scendono al 7, al 6, al 3, per risalire a oltre il 5 nel caso dell’ammissione finale. «Abbiamo lavorato con attenzione e serietà», commenta la preside Rita Venuti che ha seguito tutti gli scrutini. Al liceo Gambara la media di chi non ce l’ha fatta nei primi quattro anni supera il 13 per cento, i non ammessi di quinta sono lo 0.85 per cento. Al Copernico saranno in cinque a non fare gli esami, su 270 di 12 classi. Anche in viale Duca degli Abruzzi il blocco è in prima, 9 per cento, poi si scende fino al 2. Un iscritto su tre si dovrà portare al mare o ai monti i libri di matematica, fisica, latino le più ardue. Ma già il 27 giugno prenderanno il via i corsi di recupero. I dirigenti giudicano i risultati in linea con gli anni precedenti, un punto o due massimo la variazione. Il problema pare restare l’orientamento dopo la terza media, e forse le speranze delle famiglie che non sempre coincidono con le voglie e le forze dei figli. Domani, per 9292 giovani bresciani, sarà il gran giorno dell’inizio degli esami che sempre sono uno scoglio ansiogeno, pur se semplificati nel tempo, in attesa della ulteriore sforbiciata dell’anno prossimo. Ieri mancavano un presidente di commissione, già sostituito, e 20 professori su 227 commissioni. «Contiamo di nominarli entro il giorno del secondo scritto» assicura il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Giuseppe Alfredo Bonelli. Si comincia con italiano, poi giovedì sarà la volta della seconda prova e il 25 arriverà l’ultimo quizzone della storia, visto che nel 2018-19, salvo interventi del nuovo Esecutivo, sparirà del tutto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA